Grégoire Desforges rileva la maggioranza di Baglio di Pianetto, diventandone ufficialmente presidente. Il nipote di Paolo e Florence Marzotto, la coppia che ventisei anni fa rilevò e poi rilanciò l’azienda vitivinicola, ha infatti acquisito il 98% della cantina di Santa Cristina Gela (Palermo), mentre il 2% è nelle mani della madre, Dominique Marzotto, oggi vicepresidente.
In precedenza Baglio di Pianetto era detenuta al 100% da Veninvest, società che fa capo a Pfc, family office di Milano fondata da un ramo della famiglia Marzotto.
L’operazione rientra nel piano di rilancio dell’azienda che, con l’ingresso dell’AD Dante Bonacina e di Graziana Grassini in qualità di consulente enologica, si pone l’obiettivo di guidare la cantina verso un riposizionamento premium e agevolare un ulteriore espansione dell’export, che ad oggi genera il 18% dei ricavi, con Germania, Usa e Svizzera quali principali Paesi di destinazione.
“Nel biennio 2023-24 abbiamo avuto il coraggio di affrontare un totale riassetto aziendale, una vera e propria ‘potatura’ dei rami infruttiferi che generavano perdite e diseconomie”, commenta Dante Bonacina, AD dell’azienda da 4,5 milioni di euro di ricavi nel 2023. “La provvisoria ridimensione del giro d’affari 2023-24 è da leggersi come inevitabile implicazione della riqualificazione e del riassestamento strategico delle risorse, oltre che come segnale chiaro delle scelte che stiamo attuando: valore verso volumi, minori perdite e un graduale ritorno alla redditività”.
Il rilancio passa dalla scelta di concentrarsi sui vigneti in altura, fino a 900 metri slm, nel comprensorio di Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi. “Stiamo di conseguenza rimodulando il portfolio prodotti e il packaging affinché ogni vino possa comunicare la distintività della nostra nuova identità di marca””, spiega l’AD Bonacina. “La sfida del valore, che ha come obiettivo l’eccellenza produttiva e distributiva, deve tradursi nel miglioramento delle marginalità”.
Ma non solo. “Guardiamo con grande interesse ai progetti di sviluppo della promozione del territorio, così come dell’hospitality, strettamente legata alla visione del vino come consumo esperienziale e consapevole”, conclude il nuovo presidente.
