Levoni punta a crescere negli Stati Uniti. Il gruppo, specializzato nella produzione nazionale di salumi ottenuti da suini nati, allevati e trasformati in Italia, ha infatti aperto quest’anno il primo stabilimento produttivo negli Stati Uniti. L’impiego iniziale è stato di 14 milioni di euro e raggiungerà una spesa complessiva di oltre 18 milioni complice anche il finanziamento di 5 milioni ricevuto da Mediocredito Centrale. Lo stabilimento con sede a Millville, New Jersey, inaugurato l’estate scorsa, “ha generato un’importante accelerazione sul mercato americano, portando una crescita esponenziale sia a livello dimensionale che di servizio, grazie alla presenza di numerose professionalità italiane”, si legge nella nota ufficiale.
La presenza sul mercato americano, per Levoni, per l’anno 2023, ha inciso per il 5,5% sul fatturato, mentre per il 2024 si presume raggiunga 6,4 per cento. Durante l’esercizio fiscale 2023, il gruppo ha registrato ricavi complessivi pari a 408 milioni di euro (+10%) e un ebitda di 17 milioni (+23 per cento). Con oltre 600 dipendenti, opera attraverso la sede di Castellucchio, il Macello Mec Carni di Marcaria e i tre prosciuttifici di San Daniele del Friuli, di Lesignano de’ Bagni e di Corniglio, oltre le sedi commerciali della già citata Levoni America Corporation, a New York, e Carlo Foppa, in Svizzera. La missione della quarta generazione della famiglia Levoni è di portare in oltre 50 Paesi i propri prodotti tra Europa, Usa, Sud America e Asia.
Levoni opera sul mercato americano dagli anni 90’ “tramite una manciata di importatori nei quattro punti cardinali degli Stati Uniti”, ha spiegato il presidente Nicola Levoni. “Una nutrita schiera di distributori chiedevano i prodotti Levoni, ma non li volevano acquistare dagli importatori che per loro erano dei competitor. Abbiamo trovato la soluzione nel 2014 aprendo Levoni America Corp, a New York (come sede commerciale, ndr)”.
