Il rallentamento della Cina pesa sulle vendite di due dei principali produttori di birra al mondo. Sia Anheuser-Busch InBev che Carlsberg hanno infatti mancato le stime di vendite nel terzo trimestre dell’anno, soprattutto nella Terra del Dragone.
Il più grande produttore di birra al mondo, tuttavia, ha anche aumentato le previsioni per l’intero esercizio – prevede un ebitda in aumento tra il 6% e l′8%, rispetto al 4-8% precedente – e ha annunciato un riacquisto di azioni proprie per 2 miliardi di dollari nei prossimi 12 mesi.
Nel terzo trimestre del 2024, Carlsberg ha invece registrato vendite pari a 20,5 miliardi di corone danesi (circa 2,75 miliardi di euro), leggermente inferiori alle aspettative degli analisti, che avevano previsto 20,7 miliardi di corone danesi. Il produttore della Tuborg ha riferito che i volumi di vendita di birra sono diminuiti dell’1,3% a causa delle performance in Cina, Francia e Regno Unito.
Le vendite dei soli marchi premium sono scese dello 0,5% nel trimestre. Proprio per questo motivo, ovvero poiché i consumatori nei principali mercati acquistano birra più economica e in quantità ridotte, Carlsberg ha inoltre annunciato di spostare parte del suo focus di marketing verso marchi più economici, si legge su Reuters.
Il fenomeno è in linea con i risultati dei colleghi del settore degli spirits, come Pernod Ricard, il gigante del lusso Lvmh, Rémy Cointreau e Campari, dove anche qui, per la maggior parte, a pesare maggiormente sono state le performance di Cina e Usa.
