Clima economico ancora incerto che lascia poco spazio a prospettive sicure, con il timore che l’inflazione possa farsi sempre sentire nelle tasche dei consumatori e di conseguenza ridurne la propensione a spendere. Eppure, nonostante queste criticità, Montasio Dop tiene duro e non abbassa la testa. La parola d’ordine è resilienza, come sottolinea Valentino Pivetta, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Montano, che a Pambianco Wine&Food rivela numeri economici che mostrano una tenuta e un sostanziale equilibrio dei conti.
“Il 2023 si è archiviato con un fatturato di 65 milioni di euro, in linea con quello dello scorso anno”, spiega Pivetta. “Il canale di riferimento rimane la Gdo che assorbe il 90% delle vendite, ma puntiamo a crescere nell’Horeca. La produzione, dal canto suo, è risultata stabile a 780mila forme, registrando una progressione significativa per la specialità di nicchia Pdm (Prodotto della Montagna), lavorata sopra i 600 metri di altitudine e che ha segnato un incremento del 12 per cento. Altro dato interessante riguarda il continuo apprezzamento per il formaggio di media stagionatura, il ‘Mezzano’, e di lunga stagionatura lo ‘Stravecchio’ che risultano ancora una volta tra i le nostre proposte più consumate. Rimaniamo ottimisti per il futuro e le vendite in questa prima parte dell’anno sono allineate alle aspettative, così come lo è la produzione che, nel primo quadrimestre, ha toccato quota 300mila forme, dato perfettamente in linea con le previsioni dei produttori”.
Se quindi i formaggi ‘grandi classici’ del Consorzio friulano (che rappresenta anche le produzioni casearie del confinante Veneto orientale) mantengono ben saldo il loro appeal al palato dei consumatori, al tempo stesso si presta attenzione ai nuovi stili di consumo. “C’è un mercato sempre più diversificato e sofisticato dove si registra la volontà di esplorare nuovi gusti e sperimentare prodotti innovativi, pur conservando un forte legame con le tradizioni casearie locali”, sostiene in merito Pivetta. “Il senza lattosio è tra i segmenti con un notevole potenziale di crescita – afferma sicuro –, tanto che si parla di prodotti che non riguardano soltanto quelle persone affette da intolleranze e allergie alimentari, ma anche chi è semplicemente attento al proprio benessere fisico e segue una dieta per tenersi in forma. In questo senso il Montasio Dop risponde in pieno a questo mercato poiché, grazie al suo processo produttivo, è un formaggio naturalmente privo di lattosio”.
Se il business a livello nazionale rispecchia le previsioni, lo stesso si può dire di quello che succede oltreconfine. Export che attualmente vale il 7% del fatturato totale, con la ferma intenzione però di dare maggiore slancio e ampiezza a questa voce. “Nell’ottica di rafforzare la presenza del Montasio Dop sui mercati esteri, il Consorzio di tutela ha intrapreso delle azioni di promozione mirate”, fa sapere Pivetta. “L’obiettivo è consolidare ulteriormente la presenza nel mercato austriaco, punto forte della nostra distribuzione internazionale, e stimolare le vendite nei mercati d’interesse come la Germania”. Il riferimento è al progetto ‘Eccellenze Dop: un savoir-fare tutto europeo’ co-finanziato dall’Unione europea e che, oltre al Montasio Dop, ha coinvolto il Consorzio Garda Doc, il Salame di Varzi Dop e il Prosciutto Crudo di Cuneo. Quattro eccellenze con denominazione di origine protetta che dallo scorso marzo stanno lavorando in sinergia con lo scopo di valorizzare e incrementare la notorietà di questo paniere di prodotti, per renderli più competitivi a livello nazionale, ma anche in ambito internazionale. Focus iniziale: i mercati di Italia, Germania e, appunto, Austria.
