Il Pastificio Garofalo, storico realtà di Gragnano controllato dal 2014 al 52% dal gruppo spagnolo Ebro Foods, chiude il 2021 con un fatturato pari a 197 milioni di euro, in flessione rispetto al 2020 chiuso a 220 milioni ma in crescita del 22% rispetto al 2019. Quanto all’export, nel 2021 rappresenta a valore circa il 56%, contro il 60% del 2020 e il 52% del 2019, con il mercato italiano stabile rispetto al 2020.
Per la pasta a marchio Garofalo le vendite sono calate a volume del 13% sul 2020 e aumentate del 24% sul 2019.
L’Ebitda si attesta a circa il 10% in linea con il 2020, mentre rispetto al 2019, anno in cui la percentuale era dell’11% in valore assoluto, è in leggera crescita (+1 milione di euro circa).
Il 2021, quindi, “segna un sostanziale pareggio rispetto al 2020 – sottolinea l’amministratore delegato Massimo Menna – ma siamo sopra i dati 2019 pre-pandemia che consideriamo l’anno di confronto corretto, spogliato dalla innaturale fatturazione del 2020″.
“Sicuramente da oggi, ma in effetti già dagli ultimi mesi dell’anno passato – prosegue Menna – dovremo fare i conti con l’eccezionale aumento dei prezzi del grano, dell’energia e degli imballaggi, a cui si aggiungono problemi relativi all’export come ad esempio l’impennata del costo dei noli marittimi e dei ritardi nella consegna dei container”.
