La nuova proprietà rilancia gli investimenti sul Grand Hotel Principe di Piemonte, storico hotel di Viareggio il cui ristorante, Il Piccolo Principe, è l’unico a poter vantare le due stelle Michelin in tutta la Versilia. Da inizio anno, la società Gb Invest è subentrata al gruppo immobiliare Finedil, mettendo così a segno una nuova prestigiosa acquisizione in Versilia, dove è già in possesso del celebre Bagno Maitò di Forte dei Marmi e dell’adiacente ristorante Orsa Maggiore.
La novità 2020 del Principe di Piemonte è il rooftop bar al piano attico, che prende il nome di La Terrazza del Principe e sarà inaugurato il 1° luglio. Nel frattempo, è stata fissata per mercoledì 24 giugno la riapertura de Il Piccolo Principe, nelle cui cucine opera ormai da 16 anni l’executive chef Giuseppe Mancino. La piscina all’ultimo piano dell’hotel diventerà quindi un punto di riferimento non solo per il ristorante due stelle Michelin, ma ora anche per il rooftop da 40 posti a sedere. “Stiamo seguendo questo nuovo progetto da due anni e la proprietà ha deciso di realizzarlo in un momento certamente sfidante, ma è una proprietà solida e italiana, determinata nel voler rilanciare il turismo in Versilia”, spiega a Pambianco Wine&Food il general manager del grand hotel, Salvatore Longo.
Gb Invest ha sede a Londra ed è una holding specializzata nello sviluppo di software e nuove tecnologie, con particolare applicazione nell’ambito del gaming. Fa capo alla famiglia toscana Nesti, che nel 2018 aveva ceduto Goldbet (scommesse sportive) a Gamenet, traendone le risorse da utilizzare per una serie di operazioni immobiliari in territorio toscano. Tra i progetti avviati compare, ad esempio, la trasformazione dell’ex ospedale militare di Firenze in resort di lusso.
Le potenziali sinergie che derivano dall’acquisizione del Principe di Piemonte sono state già messe in pratica. Nei giorni scorsi, dopo l’inizio della stagione, lo chef Mancino ha operato al ristorante del Maitò, di cui ha ottenuto la supervisione. Ora la sfida è legata alla riapertura de Il Piccolo Principe, mentre l’hotel tra due anni festeggerà i cent’anni dalla fondazione, risalente al 1922. “All’epoca si chiamava Selecta Hotel – ricorda Longo – e oggi appartiene alla storia dei grand hotel d’Europa. Per trovare una struttura simile a questa bisogna andare in Costa Azzurra”. Durante il lockdown, le luci che illuminano la facciata del Principe di Piemonte sono rimaste sempre accese perché, precisa il direttore dell’hotel: “Occorreva dare un segnale di fiducia per il futuro, il Principe di Piemonte doveva rimanere un simbolo”. Mai in passato c’era stata una chiusura così prolungata, anche perché l’hotel è aperto tutto l’anno e dopo il momento più buio dell’epidemia è stato riaperto a partire dal 20 maggio. Intanto sono in corso i lavori di ristrutturazione del quarto piano, che verranno ultimati alla fine del mese.
La clientela del Principe di Piemonte è prevalentemente estera con Usa, Uk, Russia e mondo arabo come principali origini per nazionalità. Quest’anno, afferma Longo, ci saranno offerte allettanti per attrarre gli italiani, che si preannunciano come protagonisti come accadeva negli anni Cinquanta e Sessanta. Una leva importante è proprio la ristorazione, con la gourmet experience a Il Piccolo Principe compresa in pacchetti speciali. “Ma abbiamo incluso anche il parcheggio auto e la prenotazione della tenda in spiaggia in caso di soggiorno prolungato, dando valore all’offerta senza alzare i prezzi di partenza”, conclude il general manager.
