L’annuncio della negoziazione esclusiva tra Campari e Sarl Ficoma per l’acquisizione dell’80% della società proprietaria dello Champagne a marchio Lallier rafforza le posizioni degli italiani nella regione della più prestigiosa bollicina del mondo. Non si tratta però di un caso isolato, perché ci sono già due marchi di Champagne di proprietà italiana. Si tratta di De Vilmont ed Encry. Ed entrambi appartengono a società basate in Veneto, nella terra della bollicina che non sarà la più esclusiva, ma è certamente la più diffusa nel mondo ovvero il Prosecco.
E proprio con il Prosecco è cresciuta l’azienda vinicola Serena Wines, che 12 anni fa ha acquisito la proprietà del marchio De Vilmont. Sono circa 30mila le bottiglie di Champagne prodotte, attraverso una partnership con la maison J.M. Gobillard et Fils, e sono destinate per l’80% al mercato italiano e per il 20% all’estero, Francia esclusa. Serena però non dispone solo del marchio, ma anche di una struttura a 4 stelle superior, Château de Rilly, con 17 camere e con ristorante interno di alta cucina. “Qualche anno fa – racconta Luca Serena – avevamo in cantiere l’investimento in una nostra cantina di produzione, poi abbiamo preferito mantenere l’attuale collaborazione produttiva. Mi occupo personalmente della parte commerciale di De Vilmont, perché mi piace e perché dà lustro al portafoglio”.

Ed è sempre per passione che Enrico Baldin, ormai 12 anni fa, scelse la via di Le Mesnil-sur-Oger per investire in un suo progetto molto ambizioso: il lancio di un nuovo marchio di Champagne, denominato Encry, partendo da una delle 17 aree classificate come Grand Cru. Baldin aveva un’azienda specializzata in ingegneria naturalistica e si occupava, sostanzialmente, di ricoprire d’erba gli ambienti deturpati, ma anche i filari dei vigneti. La scelta di cambiare settore è stata determinata dall’amore per lo Champagne e dalla crisi che, dopo il 2008, colpì l’ambito delle opere pubbliche. “Mi sono trovato al posto giusto, nel momento giusto e con la persona giusta – ricorda – perché a Le Mesnil-sur-Oger ho incontrato un vigneron da sei generazioni che segue il progetto ed è anche chef de cave”. La produzione varia tra 35-40 mila bottiglie e in Italia gli Champagne a marchio Ercry sono distribuiti da Proposta Vini. Baldin, con la compagna Nadia Nicoli, stava per mettere in cantiere un progetto dedicato all’accoglienza, che ora è in stand-by. Essere italiani in Champagne? “Non è facile – risponde – perché i francesi sanno di avere un grande prodotto e una grande storia, quindi ti fanno penare… Dopo 10 anni però ho imparato a pensare come loro e riconosco che il conservatorismo dei francesi è una delle ragioni che determinano il loro successo”.
