Nel comparto caseario, iniziano a farsi sentire le difficoltà indotte dal blocco della ristorazione e dalla tendenza dei consumatori a scegliere prodotti stagionati, a lunga scadenza, sostituendoli ai prodotti deperibili. “È un momento molto delicato – ha dichiarato a Pambianco Wine&Food il presidente del Consorzio Gorgonzola dop, Renato Invernizzi – perché con l’emergenza sanitaria sono venuti meno il canale della ristorazione e quello degli ambulanti. Resta il supermercato, ma in molte strutture sono stati chiusi i banchi di taglio e il nostro prodotto viene quindi venduto come pre confezionato, ma non è la stessa cosa”. La shelf life ridotta del prodotto, pari a circa tre settimane, ha delle conseguenze negative anche nelle vendite destinate a lunghe distanze e all’export. “Siamo preoccupati”, afferma Invernizzi. Ci stanno tornando i resi e non sappiamo come trattarli, perché intanto hanno chiuso anche gli impianti di fusione (quelli per la produzione di formaggini o ingredienti destinati all’industria alimentare, nda). Dovremo ridurre gli acquisti di latte per limitare la produzione, che però non possiamo bloccare del tutto perché, a differenza di chi produce mozzarelle, il Gorgonzola dop ha un ciclo produttivo di 60 giorni. E non possiamo sospenderlo dall’oggi al domani”.
A proposito di mozzarella, il Consorzio di tutela della Bufala Campana dop ha chiesto l’intervento del governatore Vincenzo De Luca, al termine di un mese a dir poco complicato. La produzione è stata dimezzata per la combinazione di tre effetti: chiusura delle pizzerie (che da sole assorbivano oltre il 20% del prodotto complessivo), lockdown dei ristoranti italiani all’estero e tendenza all’acquisto dei formaggi stagionati in grande distribuzione. Un primo appello di Domenico Raimondo, presidente del consorzio con sede a Caserta – la Mozzarella di Bufala Campana è la terza dop casearia italiana per volume d’affari, in una classifica che vede svettare il Parmigiano Reggiano davanti al Grana Padano – risale al 18 marzo, quando aveva chiesto un intervento pubblico della Regione volto a ritirare il latte di bufala in eccedenza dal mercato, con l’obiettivo di salvaguardare l’intero comparto, in particolare il settore zootecnico, che non può fermarsi. Peraltro, nei mesi invernali, la produzione di latte è superiore all’estate, quando invece aumenta la richiesta di prodotto. Nel secondo colloquio, secondo quanto ha dichiarato all’Ansa, Raimondo ha illustrato le difficoltà che sta vivendo il comparto “e che necessitano di interventi immediati per scongiurare il peggio. Con De Luca c’è piena condivisione delle problematiche e delle strategie. Il governatore ha assicurato il massimo impegno per adottare misure rapide a favore del comparto, che rappresenta un pilastro dell’economia agroalimentare del centro-sud”. Ora si attendono contromosse.
