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Stefano Marini ceo di Sanpellegrino

La pizza napoletana di Fresco

Fresco a caccia di sei locali

by Andrea Guolo
19 Febbraio 2020

Il business di Fresco si fa sempre più caldo. Il gruppo di ristorazione e pizzeria, di proprietà della società napoletana Drav amministrata dall’ex ceo di Fratelli la Bufala Paolo Aruta, ha archiviato il 2019 con 14 milioni di ricavi e ha in cantiere sei nuove aperture, a seguito delle quali dovrebbe chiudere l’anno in corso con 23 milioni di fatturato.

Attualmente Fresco dispone di 12 locali, di cui otto in Italia, due a Londra, uno a Malta e uno a Muscat (Oman). In previsione ci sono altri due locali nella capitale britannica, uno nella stazione di Napoli centrale, uno al centro commerciale Maximo di Roma e poi potrebbe arrivare un nuovo store in Lombardia, dove la “catena” è già presente con due insegne a Milano (via Dante e corso Sempione) e una a Monza. Le virgolette per il termine “catena” sono d’obbligo perché, spiega Aruta: “La caratteristica di Fresco è proprio quella di aprire punti vendita non in serie, ma ciascuno con la propria identità, per non svilire l’offerta e il ruolo del pizzaiolo che vi opera”.

La società nel frattempo ha compiuto dieci anni. La fondazione risale al 2009, quando fu aperto il primo ristorante a Napoli in via Partenope 8. A seguire, sono arrivate le inaugurazioni di Napoli in via Cimarosa, quella di Roma in Terrazza Termini, Londra (Elephant and Castle), ancora Napoli in via Caracciolo e infine l’accelerazione del 2019, resa possibile da consistenti investimenti in termini organizzativi e finanziari. Sono arrivati così i locali di Milano e in particolare quello di via Dante, con ben 500 metri di superficie nella prestigiosa Casa Casati Magni, nel cuore pulsante del nuovo distretto commerciale e gastronomico di Cordusio/Cairoli.

Dopo Sempione e Dante, potrebbe ricadere proprio su Milano la scelta di Fresco per il quarto locale in Lombardia. “Stiamo valutando Brera e Citylife, ma poi tutto dipenderà dalla location disponibile”, precisa Aruta. Occhi puntati anche sulle prossime gare aeroportuali per realizzare il secondo locale Fresco in ambito travel, dopo quello di Stazione Termini a Roma. Quanto all’estero, Aruta precisa: “Ci siamo affacciati in Russia, dove siamo in trattativa con un imprenditore italiano inserito nella Federazione, e abbiamo qualche idea non ancora concretizzata per gli Stati Uniti”. Di conseguenza, Londra resta al centro dello sviluppo del marchio senza però porre limiti di tipo geografico.

Fresco propone pizza napoletana d’autore, con la “firma” del pizzaiolo con la cravatta (rigorosamente Marinella) Alfredo Forgione, l’unico a esser stato nominato Cavaliere della Repubblica. Alla pizza si aggiungono i piatti della tradizione partenopea. “Napoli è la Silicon Valley della pizza – conclude Aruta – e ci misuriamo con i nostri colleghi per far conoscere al mondo questa tipicità. Ci sarebbero spazi enormi da coprire, anche se purtroppo noi imprenditori napoletani non riusciamo a far sistema e spesso ci pestiamo i piedi a vicenda, anziché collaborare per distinguerci dalla concorrenza puntando sull’autenticità della nostra pizza, diventata patrimonio Unesco”.

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