Un investimento complessivo di quasi 1 milione di euro per dare forma a un centro di eccellenza per la formazione legata al caffè e più in generale al food & beverage. La torrefazione padovana Diemme, 16 milioni di fatturato in seno al Gruppo Dubbini che realizza 26 milioni di ricavi, ha compiuto una scelta strategica e portato a compimento un progetto ambizioso creando la Diemme Academy.
“Il nostro sogno – spiega il responsabile marketing Gianluca Gracci – era creare un dipartimento formazione in azienda. Oggi l’Academy è molto di più: dispone di 5 sale attrezzate e un auditorium da 80 persone, oltre a una mini-roastery studiata per svolgervi i corsi sensoriali curati da formatori Sca. È uno spazio di oltre 700 metri quadrati, attrezzato anche per fare formazione online, che serve all’azienda ma che si apre anche all’esterno per eventi, corsi in collaborazione con altre realtà, incontri aperti al pubblico”.
I pilastri su cui si fonda il concept dell’Academy sono la diffusione della cultura del caffè, la ricerca sulle nuove tendenze e sulle nuove modalità di estrazione, arrivando fino al punto di contatto con il food (in particolare il mondo della pasticceria) e con bevande correlate come il tè. “Il gruppo Dubbini nasce da un negozio – ricorda Gracci – e per questo gestire il rapporto con l’horeca a tuttotondo è nella natura dell’azienda. L’Academy ci consente di coinvolgere i nostri clienti in Italia e all’estero”.
Innalzare la filiera
“A partire da quest’anno – rimarca Gracci – l’Academy è diventata il perno di un progetto di business strategico. Ci siamo resi conto dell’importanza di portare i clienti da altri Paesi a casa nostra e di farli innamorare del nostro lavoro. E contestualmente il cliente italiano può conoscere le novità da proporre nel proprio punto vendita”. L’obiettivo dichiarato è far vivere una struttura dedicata agli specialisti e anche al consumatore finale, grazie anche al supporto di partner tecnici come la Nuova Simonelli o Brita.
La struttura padovana punta a innalzare la filiera. “Il caffè – chiosa l’ad Giannandrea Dubbini – ha toccato la soglia minima, con una caduta totale. Non è solo un problema legato ai torrefattori che importano materia prima di bassa qualità, ma si è persa la voglia di professionalità. Noi vogliamo alzare il livello e dare un contributo per lo sviluppo di una cultura solida del caffè. Quella del barista non può esser vista come una professione temporanea, ma quando escono dall’Academy i corsisti sono a tutti gli effetti degli specialisti. A noi piace la sostanza e sono convinto che l’investimento sarà ripagato”. L’investimento genera sviluppo nelle proiezioni di Diemme: a fronte del +10% nel 2018, le attese per il 2019 sono a +13% e la previsione sul 2020 è di un ulteriore +14%.
Academy da esportazione
Diemme punta anche alla replicabilità del modello Academy, soprattutto con partner all’estero. Lo Studio Gherardi di Castelfranco Veneto ha infatti studiato modelli con dimensioni e impianto differente e “questo ci permette di proporlo ai partner attuali e ai Paesi in cui stiamo iniziando – aggiunge Gracci – dato che il progetto ha destato grande curiosità e interesse. Lo sviluppo delle competenze è infatti una leva importante per potenziare il business”.
Per le aperture si sta dialogando con interlocutori in Grecia, negli Emirati Arabi e in Israele. Inoltre Diemme sta sviluppando interessanti rapporti in Giordania, in India e con nuovi partner negli Usa, mentre progressivamente sta entrando nel mercato tedesco.
Ingresso in gdo
Il 2019 ha segnato per la torrefazione padovana anche l’ingresso in Gdo con una linea di sacchetti di macinato per moka, ma anche con una linea di capsule compostabili. “Proponiamo due miscele e una monorigine dal Chiapas con posizionamento premium – spiega Gracci – e dopo il primo test in Aspiag nel Nordest, è previsto un allargamento sotto altre insegne della gdo. Stiamo lavorando per entrare direttamente in casa del consumatore”.
di Giambattista Marchetto
