Gianfranco Soldera, produttore di Montalcino con l’azienda Case Basse, è deceduto a seguito di un malore. Il fatto è avvenuto sabato 16 febbraio, proprio mentre nella località senese si teneva l’anteprima Benvenuto Brunello. Soldera era a bordo della propria auto in una strada comunale quando, dopo esser finito in un fosso vicino alle sue proprietà e una volta estratto vivo dall’auto, è stato colto da malore. Aveva 82 anni.
Soldera non era di Montalcino, ma da molti anni aveva trasferito la sua attività in val d’Orcia. Nato a Treviso il 29 gennaio 1937, era cresciuto a Milano dove poi aveva svolto una carriera di broker di finanza e assicurazioni. Negli anni Settanta compra i primi terreni della sua tenuta, che oggi conta circa 25 ettari di proprietà, e sposa con largo anticipo la causa della viticoltura e del vino ‘naturale’, utilizzando esclusivamente uve Sangiovese dei vigneti aziendali. “Produco in media 15mila bottiglie l’anno – aveva affermato – ma ne riduco drasticamente il numero se l’annata, per la cattiva stagione atmosferica, non è all’altezza. Su 30 annate, 27 sono state eccellenti: un record. La migliore, storica, è stata quella del 1979”.
La vita di Soldera è stata caratterizzata da grandi riconoscimenti. Il primo Brunello di Montalcino firmato Case Basse è quello dell’annata 1977, entrato in commercio nel 1982. Ma il suo nome è emerso agli onori della cronaca per un fatto tragico nel suo genere: alla fine del 2012 infatti la cantina fu al centro di un vero e proprio attentato, con lo sversamento nelle fogne di cinque anni di produzione atta a diventare Brunello, oltre 600 ettolitri di vino. Fu un ex dipendente, con cui Soldera aveva concluso malamente il rapporto, a compiere un’azione che ebbe un forte impatto a livello mondiale e non solo per gli amanti del Brunello. L’uomo, in primo grado, venne condannato a 4 anni di reclusione. Dopo questo episodio, Soldera lasciò polemicamente il Consorzio del Brunello ufficialmente per “mancanza di feeling con chi lo guida”.
Il presidente del consorzio, Patrizio Cencioni, ha espresso il “profondo cordoglio per la scomparsa” del collega. “Con Soldera – sottolinea in una nota il consorzio di tutela – abbiamo condiviso una lunga strada insieme, per poi separare i nostri percorsi. Rimane intatta la stima per un produttore che ha fortemente valorizzato l’immagine del Brunello nel mondo, contribuendo alla crescita della denominazione”.
