Tre ristoranti non bastano per soddisfare le esigenze di Toscana Resort Castelfalfi, la tenuta comprensiva di due hotel, un campo da golf, un’azienda agricola e molto altro, che attira, nel cuore della Toscana, frotte di turisti da ogni parte del mondo. “Se andiamo in full capacity della struttura, e aggiungiamo i turisti di passaggio, tre ristoranti non sono sufficienti”, ha raccontato a Pambianco Wine&Food Gerardo Solaro del Borgo, CEO di Toscana Resort Castelfalfi. “Sicuramente, quindi, andremo a costruire un ristorante nella Golf House, che sarà operativo probabilmente nell’estate del 2019, e aggiungeremo una ristorazione più rustica attiva già da quest’anno e che troverà casa all’interno dei nostri casali, andando così a completare la nostra offerta”. Offerta che, al momento, conta il ristorante gourmet La Rocca, diretto dallo chef Michele Rinaldi, la trattoria Il Rosmarino, che offre specialità toscane e pizze, e La Via del Sale, il fine dining restaurant curato dallo chef Francesco Ferretti.
L’intera tenuta, oltre 1000 ettari comprensivi anche di vigneti, oliveti, una riserva di caccia e un antico borgo con castello annesso, è stata riportata alla vita dal gruppo industriale di turismo tedesco Tui Ag che, nel 2007, ha deciso di acquistare la proprietà investendo all’incirca 250 milioni di euro per trasformarla in una destinazione unica nel suo genere. Come anticipato, il resort conta due hotel, La Tabaccaia, il 4 stelle ricavato dall’ex fabbrica che essiccava tabacco per sigari toscani, e Il Castelfalfi – Tui Blue Selection, il 5 stelle, il primo del gruppo Tui, da 120 camere all’interno del quale, oltre al ristorante La Via del Sale, è possibile trovare i bar Giglio Blu, Ecrù, la Limonia, in apertura a breve con cocktail ispirati agli anni ’20, sale meeting, un fitness center e una spa. La tenuta, inoltre, conta anche un’azienda agricola che produce olio biologico e vino con sei etichette, ovvero San Piero Igt, Cerchiaia Docg, Cerchiaia Riserva Dogc, Poggionero Igt, Poggio alla Fame Igt e Poggio i Soli Igt. “Anche il vino deve diventare un prodotto 5 stelle – ha continuato il manager – non abbiamo come obiettivo di produrre numeri enormi, il vino infatti non è il nostro business principale, lo è la parte turistica, ma vogliamo avere un prodotto di nicchia e di alto livello. Livello che, negli ultimi tre anni, è salito enormemente, tanto che stiamo avendo degli ottimi ritorni. Il mese scorso, per esempio, è stato il primo in cui il vino era sopra budget, ed è stata una grande sorpresa”.
Con la propria offerta, il tipo di turismo che Castelfalfi vuole attrarre è quello “di alto livello, di professionisti, anche con la famiglia, e certamente i golfisti. Ad oggi, questi ultimi sono il traino ma non vorremmo fossero gli unici”. Il campo da golf da 27 buche è infatti il più grande della Toscana ed è totalmente biologico, andando così a riflettere uno dei principali valori di Castelfalfi, ovvero la sostenibilità. Nei piani futuri di Tui, infatti, c’è quello di rendere l’intera tenuta inaccessibile ai mezzi a combustione, dando così pieno spazio all’elettrico. “Stiamo già lavorando con alcune case automobilistiche per fornire i mezzi, come macchine e furgoni, ai dipendenti, così che nel giro di 1/2 anni tutto il personale si sposti in elettrico”.
L’intero complesso, che comprende anche una parte dedicata al real estate, con la ristrutturazione e vendita o affitto di ville, casali e appartamenti del circondato, ha generato un giro d’affari di 18 milioni di euro nel 2017. Una cifra non pienamente indicativa in quanto lo scorso anno fiscale ha visto l’apertura dell’hotel a 5 stelle che, ad oggi, vista l’affluenza, lascia presagire ampi margini di crescita.



