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Via libera all’Asti secco: svolta in Piemonte, perplessità in Veneto

Asti pronto al lancio della versione ‘secco’

Via libera all’Asti secco: svolta in Piemonte, perplessità in Veneto

by Andrea Guolo
13 Marzo 2017

L’Asti docg è pronto per il lancio delle nuove tipologie ‘secco’, ‘demi-sec’ ed ‘extra secco’. Dopo il via libera della Commissione Tecnica, è giunto anche l’ok del Comitato Vinicolo presso il ministero delle Politiche Agricole sulla modifica del disciplinare, necessaria per inserire le nuove tipologie della bollicina a base Moscato. Il debutto dell’Asti secco è previsto entro l’estate.

In Piemonte c’è molta attesa per i risultati che deriveranno da questa diversificazione, dopo anni di sofferenze legate alla crisi della Russia, mercato chiave per gli spumanti dolci prodotti nell’astigiano. Nel 2015 l’export dell’Asti docg era sceso di oltre 10 milioni di bottiglie, da 58,6 a 48,5 milioni. La Russia, che nel 2011 assorbiva  13,5 milioni di bottiglie, era precipitata a poco più di 5 milioni.

“Pur rimanendo prioritaria l’attenzione, l’informazione e la promozione nei confronti dell’Asti dolce e del Moscato d’Asti docg, la variante Asti secco è indubbiamente un’opportunità ad integrazione e completamento della denominazione che vedrà una fase iniziale orientata più al corretto posizionamento che non alla ricerca dei volumi” afferma in una nota il direttore del consorzio Asti Docg, Giorgio Bosticco.

Reazioni caute dal Veneto, dove la comparsa dell’Asti secco aveva sollevato malumori per l’utilizzo di un aggettivo che richiama inevitabilmente il nome del Prosecco. Se da un lato il governatore Luca Zaia, regista della nascita della doc Prosecco ai tempi in cui era ministro dell’Agricoltura, parla di “inutile provocazione” e afferma che “l‘assonanza, la vicinanza fonetica al Prosecco rischia di diventare un boomerang”, dall’altro il presidente del consorzio Prosecco doc, Stefano Zanette, confida sulla correttezza degli imbottigliatori astigiani. “Riteniamo – dichiara Zanette in una nota – che il parere espresso dal Comitato nazionale vini vada nella direzione da noi auspicata, anche se permangono, a nostro avviso, margini di interpretazione che, se chiariti, avrebbero potuto evitare a priori eventuali contenziosi in sede giudiziaria circa l’uso evocativo del termine ‘secco’. Il quale, comunque, a quanto ci è dato a sapere non dovrebbe comparire sul nuovo disciplinare dell’Asti Docg”.

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