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Wine sharing a Milano

Con l'acquisizione dei vini ex Diageo, Twe ha rafforzato il proprio portfolio sulla fascia premium

Twe sul podio mondiale del vino

by Andrea Guolo
25 Febbraio 2016

Vendite e profitti in fase di decollo per Treasury Wine Estates (Twe), terzo gruppo mondiale del vino per fatturato dietro Constellation Brands e Lvmh. La società australiana ha chiuso al 31 dicembre il secondo semestre 2015, conteggiato in realtà come il primo del 2016 secondo le regolamentazioni locali, con un incremento del 22% dei ricavi a 1,13 miliardi di dollari australiani (pari a 738,7 milioni di euro al cambio attuale), e con il +42% dei profitti netti, che salgono a 60,6 milioni contro i 42,6 milioni della seconda metà 2014.

Nel periodo considerato, Twe ha concluso per 361 milioni di sterline l’acquisizione del wine business di Diageo, la multinazionale dei superalcolici che è uscita dal comparto vinicolo per focalizzarsi sul proprio core business, con immediato beneficio per gli australiani nel segmento luxury&masstige e bilanciando un portfolio in precedenza orientato sul prodotto commerciale.

Il CEO Michael Clarke, commentando i risultati, ha sottolineato l’efficacia del riposizionamento, trainato da referenze ex Diageo quali Blossom Hill, Piat d’Or e i vini americani di Chateaux & Estate Wines (con i marchi Beaulieu Vineyards, Sterling Vineyards, Acacia, Provenance ed Hewitt). “Siamo soddisfatti della nostra performance nel semestre – afferma Clarke – che è stato caratterizzato da ricavi e profitti in crescita in tutte le regioni e in maniera trasversale all’interno del nostro portfolio di marchi”. In precedenza, il 21 gennaio, Twe aveva annunciato aspettative di EBIT a fine anno fiscale (30 giugno 2016) e pre-integrazione dei marchi ex Diageo tra 270 e 290 milioni di dollari australiani.

Gli unici mercati dove la crescita misurata in termini di EBIT resta single digit sono quelli di Australia e Nuova Zelanda, dove i vini Twe hanno una posizione oramai consolidata, mentre al di fuori del continente oceanico si varia dal +67% degli Stati Uniti ad un aumento a tre cifre in Asia ed Europa, con quest’ultima in crescita del 138%.

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