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Pioggia di denari per le terre del Brunello

Il Brunello di Montalcino prodotto da Cerbaiona

Pioggia di denari per le terre del Brunello

by Andrea Guolo
15 Ottobre 2015

Cerbaiona, tenuta di Montalcino da 3,2 ettari di vigneto (di cui 1,7 iscritti a Brunello) e 20mila bottiglie l’anno, è stata acquistata dal finanziere americano Gary Rieschel, a capo della Qiming Venture Partners di Shanghai. La vendita è stata confermata ieri dai precedenti proprietari, l’ex pilota Alitalia Diego Molinari e la moglie Nora. L’operazione sarebbe stata condotta a termine per una cifra, secondo alcuni osservatori, perfino esagerata per una realtà che fattura 600mila euro e ha un utile di circa 100mila: secondo la testata online WineNews, Rieschel avrebbe messo sul piatto circa 6 milioni di euro, altri rumors parlano di 6,5 milioni. “La vigna più cara d’Italia”, ha titolato il Corriere della Sera. «È un prezzo elevato – riconosce Matthew Fioretti, esperto di export di vini e socio di Rieschel, interpellato dal quotidiano di via Solferino – ma questa è un’azienda storica che seguiamo da più di 20 anni. Le bottiglie sono sul mercato a 200 euro l’una. E, oltre alla vigna, ci sono uno splendido casale, un bosco e altri 1,4 ettari utilizzati per Rosso di Montalcino e per il Carbaiona Igt». WineNews, da parte sua, ricorda alcuni dei più clamorosi affari conclusi a Montalcino negli ultimi anni: il presunto patto da 15 milioni di euro stretto quattro anni fa da Bertarelli (l’armatore di Alinghi) e Claudio Tipa per acquistare Poggio di Sotto; l’affare da 40 milioni che avrebbe concluso la contessa Noemi Amarone Cinzano per cedere ai brasiliani di André Santos Esteves l’azienda Argiano. “Una pioggia di soldi, ma non così fitta, in proporzione alla terra venduta, come quella che si è riversata sulla Cerbaiona”, scrive il sito specializzato. Potrebbe non finire qui. Montalcino, per la sua fama internazionale, è al centro degli interessi di molti investitori e, secondo alcuni rumors, lo stesso gruppo Lvmh sarebbe tra i potenziali acquirenti di una o più aziende del Brunello. I soldi, del resto, non mancano e il vino si conferma un porto sicuro per fondi e società finanziarie, grazie alla certezza del terreno e alle aspettative di rivalutazione.

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