Cirfood ha chiuso un 2025 di consolidamento. La cooperativa italiana leader nella ristorazione collettiva, commerciale e nei servizi di welfare ha registrato ricavi consolidati pari a 644,7 milioni di euro, sostanzialmente stabile sui 647,5 milioni del 2024. La ristorazione collettiva in Italia (scuole, ospedali, strutture sociosanitarie e aziende), che rappresenta la parte preponderante del fatturato, ha realizzato un giro di affari di 500 milioni di euro (in rialzo sui 489,7 milioni dell’anno precedente), cui ha fatto seguito la ristorazione commerciale di servizio, che ha registrato 80 milioni di euro di ricavi (in aumento sui 78,2 milioni del passato esercizio).
In calo, invece, la ristorazione commerciale di Cirfood Retail (a cui fanno capo i marchi Kalamaro Piadinaro, Poormanger e Antica Focacceria S. Francesco), le società estere in Belgio e Olanda, la società Valyouness e le altre controllate in Italia, che hanno riportato un -18% a 64,7 milioni di euro (79,6 milioni nell’anno precedente).
Nel complesso, l’utile ha registrato un calo del 3% a 8,6 milioni, mentre il patrimonio netto ha riportato un +5,5% a quota 134 milioni di euro. Nel corso dell’anno, il gruppo ha inoltre realizzato investimenti per 25,5 milioni di euro, destinati all’innovazione delle strutture, alla digitalizzazione, alla qualità dell’offerta e alla crescita delle competenze interne. Cirfood, che raccoglie oltre 5.600 socie e soci dipendenti della cooperativa, ha infine scelto di erogare un ristorno di 1,5 milioni di euro.
“Il 2025 conferma quanto il nostro modello di impresa cooperativa rappresenti uno strumento concreto per tenere insieme risultati economici, valorizzazione delle persone e qualità dei servizi offerti a milioni di persone ogni giorno”, ha commentato la presidente e AD Chiara Nasi. “In un settore complesso e a bassa marginalità che evolve rapidamente, la sfida è continuare a innovare e generare efficienza senza perdere di vista la nostra missione: garantire un’alimentazione sicura, accessibile e sostenibile nei luoghi della scuola, della cura, del lavoro e della vita quotidiana. È con questa responsabilità che affrontiamo la nuova fase delineata dal Piano Strategico 2026-2030“.
