Da abitudine urbana di nicchia a un fenomeno diffuso su scala nazionale. Parliamo del brunch, il pasto ibrido che unisce elementi della colazione e del pranzo, alla cui espansione ha notevolmente contribuito Brunch Republic, catena italiana che, nel giro di dieci anni, è arrivata a contare 18 locali.
Nata dall’idea di Marco Pani e Matteo Hu, fondatore dal gruppo C-Capital, a cui fa capo il progetto, Brunch Republic ha intercettato e codificato un cambiamento culturale: la colazione non è più solo un momento della giornata, ma una vera e propria esperienza che si estende dal mattino al primo pomeriggio, e talvolta anche in serata con l’evoluzione del ‘brinner’ (brunch + dinner).
Oltre alla dimensione esperienziale, Brunch Republic ha consolidato una maturità industriale, con indicatori di performance economici solidi e replicabili, come, per esempio, un fatturato medio per ciascun punto vendita di circa un milione di euro all’anno e un ebitda del 20%. Tutto ciò ha contribuito allo sviluppo del franchising, segnando una nuova fase del brand. Non si tratta di un semplice locale, ma di una rete che punta a radicarsi nel panorama della ristorazione italiana, portando il brunch a tutte le ore e rendendolo una vera e propria daypart vincente. E infatti la pipeline per il prossimo futuro è ambiziosa e prevede, ad oggi, 21 nuove aperture entro aprile 2027, portando la rete a circa 38 punti vendita, tra diretti e in franchising.
“Abbiamo voluto dare al brunch un’identità riconoscibile, combinando ricette internazionali come pancake, avocado toast ed eggs benedict con un’interpretazione italiana, accessibile sia nei prezzi sia nell’occasione di consumo”, hanno spiegato i founder.
La nuova campagna ‘Not a Time. A way of Life’ riflette questa filosofia, sviluppando l’archetipo dell’esploratore: tre protagonisti vivono il loro brunch in momenti e luoghi diversi, con la stessa attitudine di libertà e autenticità. L’iniziativa, pensata per un piano media TikTok-first con attivazioni anche su Instagram e YouTube, sottolinea la volontà del brand di posizionarsi come lifestyle brand – con un target consumer che va dalle donne tra i 18 e 35 anni alle famiglie under 45 – e non solo come ristorazione.

