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Nonino chiude l’anno in lieve flessione. Stati Uniti in crescita

Da sinistra: Antonella, Cristina ed Elisabetta Nonino

Nonino chiude l’anno in lieve flessione. Stati Uniti in crescita

by Redazione
6 Maggio 2026

Segmento premium ed estero in tenuta, con Stati Uniti in crescita nonostante i dazi, e Italia e Gdo più in difficoltà. Il mondo Nonino, azienda distillatrice e produttrice di grappa con base in Friuli-Venezia Giulia, procede quindi a più velocità, chiudendo lo scorso esercizio con ricavi per 17,5 milioni di euro (-4%), a causa “della debolezza del mercato domestico e per un’accurata selezione della clientela solvibile”, specifica a Pambianco Wine&Food Cristina Nonino, consigliere delegato e alla guida dell’azienda insieme alle sorelle Antonella ed Elisabetta.

“Analizzando il mondo degli spirits – prosegue Nonino – la categoria che segna una crescita costante è quella del ready-to-drink, degli aperitivi e dei prodotti monodose, mentre quelli da degustare ‘in purezza’ sono in rallentamento. Per quanto ci riguarda, tiene il segmento premium e la grappa invecchiata nel canale Horeca e all’estero, mentre in Gdo si registrano performance altalenanti con maggiore positività in presenza delle attività promozionali”. Più in generale, “siamo ottimisti per i segnali e l’interesse che stiamo raccogliendo e crediamo che, in un contesto più stabile, il mercato potrà ripartire, orientandosi sempre più verso un consumo consapevole, basato sulla qualità più che sulla quantità”.

Oggi l’azienda è presente in 85 Paesi e l’estero rappresenta oltre il 60% del fatturato. “Siamo forti nell’area Dach e negli Stati Uniti, dove continuiamo a crescere a doppia cifra nonostante i dazi, trainati sia dalla grappa sia dall’Amaro Nonino Quintessentia, protagonista del cocktail Paper Plane creato da Sam Ross che lo ha scelto come ingrediente ispiratore determinandone grande visibilità”.

Per quanto riguarda i Paesi emergenti, in Cina “siamo presenti con volumi contenuti, ma con ampi margini di crescita”, mentre “guardiamo con molto interesse l’India, anche per la forte cultura della miscelazione e dei distillati”. L’obiettivo, prosegue Nonino, è “presidiare i contesti esteri più rilevanti e far conoscere la grappa come espressione autentica del made in Italy, capace di raccontare la ricchezza dei vitigni, attraverso la grappa di singolo vitigno, che, ricordiamo, è stata creata dai nostri genitori Benito e Giannola Nonino nel 1973 con il Monovitigno Picolit, determinando una vera rivoluzione”.

Considerando il mondo della grappa nella sua totalità, “si registra un’evoluzione significativa”, afferma Nonino. “Oggi se ne riscopre la versatilità, che la libera dal ruolo di ‘fine pasto’ a cui è stata a lungo associata, anche grazie allo sviluppo della mixology, dalla quale può nascere la curiosità di degustarla in purezza e in abbinamento. Per quanto ci riguarda siamo stati i primi a crederci già dal 2007, collaborando negli anni con bartender di fama mondiale come Simone Caporale, Alex Catena e Monica Berg”.

Nel frattempo, però, persistono comunque alcune criticità, tra cui la mancanza di trasparenza in etichetta. “Da tempo sosteniamo la necessità, a livello normativo, di rendere obbligatorie informazioni come l’identità del distillatore – colui che ha realmente distillato il prodotto – e il metodo di produzione. Il consumatore è sempre più consapevole ed esigente: vuole sapere cosa acquista e avere strumenti chiari per scegliere”, conclude Nonino.

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