Longino & Cardenal ha archiviato il 2025 con 35,3 milioni di euro di fatturato consolidato, in calo del 4,4% rispetto all’anno precedente, “prevalentemente per effetto del mancato contributo della filiale di New York cessata nel primo semestre”, riporta Riccardo Uleri, presidente e AD della società quotata su Euronext Growth Milan e specializzata nella selezione di prodotti di eccellenza per la ristorazione da oltre 30 anni.
Nonostante una perdita netta consolidata di 653mila euro, “influenzata da oneri straordinari legati alla chiusura della filiale statunitense”, il gruppo riporta marginalità in crescita: l’ebitda si è attestato sui 1,5 milioni di euro (+65%), mentre l’ebit ha raggiunto un milione di euro, contro i 700mila euro del 2024.
Nel complesso, sul fatturato complessivo, la capogruppo ha registrato 26,8 milioni di euro, affiancata dai risultati delle controllate: la realtà di Hong Kong ha riportato 3,8 milioni di euro (+27), quella di Dubai 2,2 milioni (-21,6%) e la realtà siciliana Il Satiro Danzante 1,7 milioni (+4%). La società di New York ha contribuito con 500mila euro solo nei primi mesi dell’anno prima di essere dismessa.
