Crealis, azienda specializzata in soluzioni di chiusura per il mondo vino e spirits, cambia volto. Non più una costellazione di brand che fanno capo a una casa madre, ma un unico marchio globale capace di rafforzare la competitività, accelerare l’efficienza operativa e offrire un servizio sempre più efficace ai propri clienti.
Con oltre 70 anni di attività, Crealis è un gruppo industriale internazionale specializzato nella progettazione e produzione di soluzioni di chiusura per il settore beverage, tra cui vino fermo e spumante, spirits, birra, acqua minerale premium, olio e aceto. Grazie ai suoi otto marchi storici – Enoplastic, Sparflex, Le Muselet Valentin, Rivercap, Maverick Enterprise, Pe.Di, Supercap e Corchomex – il gruppo è arrivato a generare 235 milioni di euro di fatturato, operando in più di 70 Paesi grazie ai 13 siti produttivi nel mondo. Se fino a ieri queste otto entità operavano con un elevato grado di autonomia, ciascuna con il proprio nome, le proprie specializzazioni e competenze, oggi le stesse vanno a convergere sotto un’unica identità, con l’obiettivo di garantire maggiore chiarezza e coerenza su scala internazionale. La semplificazione, tuttavia, è solo ciò che appare in superficie: alla base vi è un profondo processo di integrazione: processi allineati, competenze condivise, siti produttivi coordinati.

“Crealis è cresciuta attraverso l’integrazione di diversi brand forti e riconosciuti, ciascuno con una propria competenza distintiva”, spiega il CEO Enrico Bracesco. “Oggi, il nostro obiettivo è rendere questa forza più visibile e più incisiva per i nostri clienti: unificandoci sotto un unico brand, portiamo chiarezza, coerenza e una maggiore forza commerciale. Questo ci consente di agire come un vero e proprio ‘one-stop shop’, offrendo un approccio completo e integrato su tutte le soluzioni di chiusura. I nostri clienti, a loro volta, possono beneficiare di un unico punto di contatto, di una visione globale dell’intero portafoglio, di tempi di risposta più rapidi e di una maggiore coerenza nei progetti”.
Parallelamente, è stata creata un’organizzazione commerciale unificata a livello internazionale e sono state istituite due business unit produttive integrate: Capsule, dedicata al mondo del vino con capsule, capsuloni e gabbiette; e Bar Top, focalizzata sugli spirits con chiusure T-bar e versatori T-pourer.
“Il settore del vino e degli spirits – prosegue Bracesco – sta attraversando una profonda trasformazione, guidata da cambiamenti strutturali di lungo periodo: da un lato, le rapide fluttuazioni economiche o politiche riducono la sicurezza dei clienti riguardo le potenziali vendite; dall’altro, le aspettative dei consumatori evolvono molto rapidamente. Questo crea nuove opportunità, ma richiede anche maggiore agilità e capacità di innovazione, ed ecco perché la scelta, oggi, di rivedere la nostra struttura”.

FOCUS SU VINO E SPIRITS
In questo scenario in continua evoluzione, Crealis ha individuato due principali driver di sviluppo: spirits, segmento sempre più orientato verso prodotti premium, dove le chiusure diventano parte integrante dell’esperienza e del design; e vini spumanti, mercato dinamico che richiede elevata competenza tecnica.
“Con lo stabilimento di Bodio, fondato nel 1957, Crealis gestisce il più grande sito produttivo al mondo dedicato ai capsuloni, combinando decenni di esperienza, dimensioni industriali e innovazione”, puntualizza Bracesco. “Questo patrimonio unico sostiene la leadership di Crealis nell’offerta di soluzioni premium ad alte prestazioni per il mercato globale dei vini spumanti”.
Allo stesso tempo, il gruppo mantiene una presenza attiva in tutti i suoi mercati storici: vini fermi, birra, acqua, oli e aceti, facendo leva sulla complementarità della propria offerta. “Questa diversificazione consente a Crealis di accompagnare i clienti nelle loro sfide di trasformazione, intercettando al contempo le dinamiche di crescita nei segmenti più promettenti”.

Uno sviluppo a ventaglio che Crealis persegue mettendo al centro i concetti di premiumisation, sostenibilità e innovazione. “La premiumisation continua a orientare la domanda, con i brand che cercano chiusure capaci di offrire un design più ricercato, maggiore artigianalità e distintività, rafforzando al tempo stesso la narrazione del marchio”, afferma il CEO. In secondo luogo, “la sostenibilità è ormai un fattore imprescindibile dell’innovazione, che spinge il settore verso materiali rinnovabili, riciclabili e a basso impatto, oltre che verso modelli produttivi più circolari”.
Infine, il prossimo Regolamento Ue sugli Imballaggi e i Rifiuti di Imballaggio (PPWR) “sta accelerando l’innovazione, introducendo requisiti più severi in materia di riciclabilità, riduzione dei materiali e prestazioni ambientali e favorendo lo sviluppo di soluzioni di chiusura pronte per il futuro che uniscano conformità, prestazioni e appeal premium”.

