Argea archivia il 2025 con 462 milioni di euro di fatturato, rimanendo in linea con l’anno precedente “nonostante la difficile situazione geopolitica, motivo per cui siamo molto orgogliosi del risultato”, spiega Massimo Romani, CEO del gruppo controllato a maggioranza dal fondo Clessidra, e partecipato dalle famiglie Botter e Martini e da Marcello Zaccagnini. Lo scorso anno “siamo partiti molto bene nel primo trimestre, grazie al riassortimento di prodotti effettuato dagli importatori in virtù degli annunci sui dazi americani, mentre la seconda parte dell’anno è andata più a rilento”. In generale, gli Stati Uniti “hanno influenzato anche l’andamento delle altre geografie. In Canada, ad esempio, è stato l’anno in cui abbiamo performato meglio”.
Durante Vinitaly, “abbiamo portato il restyling di alcuni brand come Barone Montalto e il lancio di nuove etichette sotto il nome di Cuvage, metodo classico che fa solo nove mesi di affinamento, risultando più veloce nel processo, più beverino e più vicino alle abitudini di consumo attuali”. Inoltre, “abbiamo aumentato il numero di referenze nei no e low alcol, lanciando il nuovo marchio Angelow, con tutta una serie di caratteristiche, anche comunicative, molto vicine a quelle delle nuove generazioni”.
A tal proposito, “abbiamo deliberato un investimento da tre milioni di euro per realizzare il primo impianto di dealcolizzazione in Italia, che ci auguriamo sarà operativo nella seconda parte dell’anno”.