Signorvino, la catena di enoteche con cucina fondata nel 2012 da Sandro Veronesi e parte del gruppo Oniverse (ex Calzedonia), ha archiviato il 2025 con 90 milioni di euro di fatturato, in crescita del 5% sull’anno precedente. E prevede per l’anno in corso di continuare ad espandersi, aggiungendo tasselli ai suoi 43 punti vendita.
Nello specifico della performance economica, la crescita dello scorso anno è stata trainata dal comparto della ristorazione, che ha sfiorato i 63 milioni di euro (+6% rispetto al 2024), con oltre 2,2 milioni di coperti (+4%)e uno scontrino medio di 49,50 euro. Parallelamente il segmento retail ha registrato 25,5 milioni di euro, mentre l’e-commerce ha raggiunto 1,8 milioni di euro.
Complessivamente, Signorvino ha movimentato quasi 2,4 milioni di bottiglie, di cui 1,6 milioni vendute per l’asporto. In particolare, i vini rossi hanno mantenuto il primato per volumi (41% di incidenza sulle vendite retail) e valore (45%), pur segnando una flessione del 5%, seguiti dalle bollicine, che hanno coperto il 32% del fatturato. Lo champagne guida la classifica per incasso (10,2%), seguito dal franciacorta (8,8%), mentre, per volumi, il prosecco resta la denominazione più amata (16,9% delle bottiglie totali), seguita dall’amarone (7,2%).
In termini di espansione, dopo la recente apertura nella Domus Mercatorum a Verona (Piazza delle Erbe) e il rinnovo del locale in Duomo a Milano, Signorvino annuncia per i primi mesi del 2026 l’apertura di un nuovo spazio nel centro storico di Roma. Inoltre, la società si prepara a debuttare in piazze nuove come quella di Udine, rafforzando al contempo il presidio nelle aree storiche con l’apertura di Erbusco, in Franciacorta, poi Vicenza (seconda apertura), in centro a Napoli e in provincia di Caserta, Milano CityLife (ottavo locale in città) e Trieste. Lo sguardo resta rivolto anche oltreconfine, dove entro l’inizio del 2027 è previsto il raddoppio a Praga e l’individuazione di una seconda location a Parigi.
