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M&A nel food & beverage a -14% in Europa. Si guarda al ‘self-care’

Ph. Unsplah

M&A nel food & beverage a -14% in Europa. Si guarda al ‘self-care’

by Redazione
12 Marzo 2026

Nel 2025, in Europa, l’attività M&A relativa al food & beverage ha registrato un calo del 14% rispetto all’anno precedente. Secondo l’ultimo European Food & Beverage Market Update di Clearwater, società indipendente di corporate finance, il risultato ha subito “le persistenti incertezze macroeconomiche” e “un contesto regolatorio più complesso”.

L’Italia ha mostrato un dinamismo in linea con quanto osservato a livello europeo, con volumi complessivi di M&A passati da circa 50 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2024 a 41 miliardi nello stesso periodo del 2025 (con un calo pari al 18%). Tra le operazioni più rilevanti si ricorda l’acquisizione da parte di Ferrero del business cereali di Kellogg’s per 3,1 miliardi di euro e quella di Plasmon da parte di NewPrinces per 124 milioni.

“Nel food & beverage – ha commentato Andrea Pagliara, managing partner di Clearwater Italia – stiamo entrando in una fase in cui le operazioni di M&A tornano a essere guidate da razionalità strategica e selettività”.

“In Italia, in particolare, l’attrattività degli asset legati al made in Italy continua a rappresentare un elemento distintivo per gli investitori internazionali, soprattutto nei segmenti capaci di coniugare qualità, identità di prodotto e posizionamento premium”, prosegue Pagliara. “Anche sul fronte dell’export emergono segnali indicativi: negli Stati Uniti, ad esempio, la domanda di prodotti italiani appare resiliente nonostante l’impatto dei dazi, con picchi nelle vendite di prodotti a lunga conservazione, come pasta e conserve di pomodoro, registrati prima della loro introduzione”. Più in generale, “la crescente diffusione della cultura gastronomica italiana a livello internazionale, testimoniata anche dal successo di prodotti tradizionali come il panettone sui mercati esteri, contribuisce a rafforzare ulteriormente l’appeal del settore agli occhi degli investitori”.

In generale, a livello di prodotti, il 2025 ha segnato il consolidamento del paradigma del ‘self-care’, registrando una forte crescita dei nutrienti funzionali, delle bevande a basso tasso alcolico o dei prodotti non trattati, mentre il gusto resta il principale driver di acquisto, affiancato da effetti benefici e convenienza, si legge nel report. Inoltre, emerge un aumento della domanda di prodotti surgelati o già pronti, soprattutto quando abbinati a ingredienti sani e nutrizione equilibrata. Questi cambiamenti strutturali nei modelli di consumo hanno dei riflessi anche lato M&A.

“Guardando al prossimo anno, il contesto attuale lascia intravedere un possibile incremento delle acquisizioni strategiche nei segmenti health & wellness, ingredientistica, convenience e functional beverages, sostenuto anche dai livelli record di capitale liquido attualmente disponibili presso i fondi di private equity”.

Per quanto riguarda il 2026 in Italia, “la pipeline si presenta già solida, con un’operazione nel segmento dei prodotti freschi in chiusura nelle prossime settimane e diversi mandati attivi lungo la filiera dei superfood e dei macchinari per l’industria alimentare”, conclude Pagliara.

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