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Campari, vendite nette per 3 miliardi nel 2025 (-0,6%). Migliorano ebitda e utile

Ph: Pexels

Campari, vendite nette per 3 miliardi nel 2025 (-0,6%). Migliorano ebitda e utile

by Redazione
5 Marzo 2026

Campari chiude il 2025 con vendite nette per tre miliardi, in calo dello 0,6% sull’anno precedente (+2,4% in termini organici). A livello geografico, Europa, Medio Oriente e Africa, che realizzano quasi il 50% del fatturato, hanno sostenuto i ricavi con una performance del +3,4%, contro le flessioni di Americhe (circa 44% delle vendite) e Asia Pacifico (6,5% delle vendite) rispettivamente a -3,7% e -7,7%.

In termini di ‘house of brand’, corrono cognac e champagne che, pur rappresentando solo il 10% circa delle vendite, hanno messo a segno un +27%. Gli aperitivi, che da soli incidono per il 44% del totale ricavi, hanno registrato un +1% circa.

Il margine lordo è stato pari a 1,84 miliardi, pari al 60,3% delle vendite nette, in aumento del +2,7%. In termini organici, l’aumento è stato del 4% “principalmente grazie a efficienze nei Cogs (costo del venduto, ndr), con un impatto dei dazi contenuto”, si legge in una nota.

L’ebit è stato pari a 567,5 milioni (+44,6%), mentre l’ebitda ha toccato quota 715,9 milioni (+37,7%). L’utile netto di gruppo si è attestato sui 346,3 milioni (+71,7%).

“Nel 2025 abbiamo affrontato le complessità con resilienza e conseguito una robusta crescita organica sia delle vendite sia della redditività, rafforzando al contempo la nostra direzione strategica”, commenta il CEO Simon Hunt. “Il nostro team di Camparisti ha fatto sì che i nostri brand sovraperformassero e guadagnassero quote di mercato in quasi tutti i mercati a livello globale, con crescita in 24 Paesi e in tutte le nostre brand house”.

“La forte dinamica del business – prosegue il manager – e la riduzione della leva finanziaria con un anno di anticipo rispetto ai piani ci hanno consentito di aumentare il payout del dividendo, rafforzando ulteriormente il rendimento per gli azionisti, pur mantenendo la nostra flessibilità finanziaria”. Il Cda ha infatti proposto la distribuzione di un dividendo pari a 0,100 euro per azione, al lordo delle ritenute di legge, con un incremento del +54% sul dividendo dell’esercizio precedente. “Tale incremento è consentito da una solida conversione della cassa e da una traiettoria di riduzione della leva finanziaria accelerata”.

Come si legge su Investing, Morgan Stanley ha alzato il suo target di prezzo a 6,60 euro da 6,30 euro, definendo i risultati di Campari “una chiusura d’anno molto forte”.

Guardando al 2026, “ci attendiamo il proseguimento del ritmo di crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività”, conclude Hunt. Nel medio termine, Campari si pone l’obiettivo di una crescita organica delle vendite nella fascia medio-alta della singola cifra.

In seguito alle dimissioni di alcuni membri del consiglio di amministrazione di Davide Campari-Milano, tra cui l’ex CEO Robert Kunze-Concewitz e Alessandra Garavoglia, hanno fatto il loro ingresso Alessandro Garavoglia e Jacopo Forloni, figlio di Alessandra Garavoglia. Ciò, come spiegato in una nota, avvia il passaggio generazionale nell’ambito del principale azionista Lagfin, cassaforte della famiglia Garavoglia.

Il titolo del gruppo, i cui risultati sono stati resi pubblici ieri sera, sta toccando rialzi fino all8% sulla Borsa di Milano.

 

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