“Il 2025 è stato un anno di consolidamento”. Pietro Pellegrini, presidente di Pellegrini, ha definito così lo scorso esercizio, chiuso con ricavi per 23,2 milioni di euro, in calo del 3,5% sul 2024. Un risultato che, come specificato dalla realtà attiva nella distribuzione di vini e distillati , “si inserisce in un percorso di stabilizzazione dopo la normalizzazione del mercato post-pandemia e che riflette scelte e dinamiche precise, con l’obiettivo di preservare solidità e sostenibilità nel medio periodo”.
La flessione, in particolare, è stata influenzata da tre fattori principali: l’uscita di due aziende dal catalogo, un calo della domanda sui vini di fascia alta e una gestione del credito più attenta e selettiva. “Abbiamo scelto di rafforzare i fondamentali – specifica Pellegrini – con una gestione del credito più rigorosa e una visione orientata alla solidità nel tempo”.
L’ebitda è invece stimato intorno al 10,5%, in diminuzione sull’11,91% del 2024 a causa soprattutto dall’aumento delle promozioni commerciali fatte durante l’anno.
Per l’azienda di Cisano Bergamasco (Bergamo) il 2026 sarà invece “un anno di rilancio”, volto alla “ripartenza” e alla “crescita strutturata”. Nei prossimi mesi, infatti, è previsto l’ingresso di nuovi produttori e la piena valorizzazione del nuovo capannone logistico di 3.500 mq – frutto di un investimento di circa tre milioni di euro – come asset fondamentale per supportare la crescita.
