Si chiude il contenzioso tributario tra Lagfin, azionista di controllo del Gruppo Campari, e l’Agenzia delle Entrate, con un accordo di pagamento di 405 milioni di euro.
In particolare, la holding verserà la quota nell’arco temporale di quattro anni, con versamento entro il 31 dicembre di una prima rata da 152 milioni, per poi saldare le successive trimestrali a partire dal giugno 2027 sino al 30 settembre 2029.
Il mese scorso la Procura di Monza aveva preventivamente sequestrato circa 1,3 miliardi di euro in azioni alla holding lussemburghese, a causa di un’inchiesta per violazioni fiscali legate ad una operazione di riorganizzazione societaria all’estero. Nello specifico, la Guardia di Finanza aveva contestato il mancato pagamento di una tassa sulle plusvalenze che si sarebbero generate al momento del trasferimento all’estero – per oltre 5,3 miliardi di euro – in occasione dell’operazione di fusione transfrontaliera tra Alicros, la precedente holding di Campari, e Lagfin.
Di tutta risposta, Lagfin sostiene di aver “sempre operato nel pieno rispetto di tutte le normative applicabili, inclusa quella fiscale italiana, e, nonostante fosse certa che in un contenzioso avrebbe prevalso, temeva che l’intera questione avrebbe rischiato di riverberarsi negativamente anche sul prezzo del titolo Campari (come accaduto a novembre scorso, ndr)”, si legge in una nota ufficiale. Per questo motivo, “a protezione di tutti gli azionisti di Campari, abbiamo deciso di aderire ad una transazione”.
