Giacomo Ponti è il nuovo presidente di Federvini, subentrando a Micaela Pallini, nel ruolo dal 2021. Alla guida della storica e omonima azienda familiare fondata nel 1787 a Ghemme, Ponti è il primo esponente del comparto aceti ad assumere la presidenza della federazione. Tra gli obiettivi prioritari del suo mandato c’è “il rafforzamento della competitività internazionale del nostro settore, tutelando in primis il valore culturale di tutti i comparti, dai vini, agli spiriti, agli aceti”, dichiara il nuovo presidente.
Comparti che se nel 2024 avevano raggiunto 10,5 miliardi di euro di export, con un saldo commerciale positivo di 8,9 miliardi, nei primi tre mesi dell’anno mostrano “un rallentamento generalizzato”, si legge in una nota riportata da Nomisma per l’Osservatorio Federvini. Il vino cresce dello 0,7% a valore, “penalizzato dal rallentamento nel Regno Unito e dalla crescente concorrenza da Paesi terzi”, mentre gli spirits segnano un +3,1%, trainati dai liquori (+10,9%), anche se la grappa cala del 14 per cento. Infine, gli aceti arretrano dell’1,4%, pur avendo mantenuto nel 2024 performance positive in mercati chiave come Stati Uniti, Germania, Francia e Corea del Sud.
Analizzando, invece, i consumi interni nella grande distribuzione, il primo trimestre 2025 mostra una fase di “lieve assestamento”. Nello specifico, il vino ha generato un valore pari a 694 milioni di euro, registrando una lieve flessione dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trainare il segmento sono gli spumanti, con il metodo classico in crescita del 7,1% e lo charmat dolce in aumento del 2 per cento. Restano in difficoltà i vini generici e frizzanti, mentre i vini a indicazione geografica protetta (Igp) segnano un +1,1 per cento.
Anche gli spirits hanno registrato una flessione del 3,2% con vendite pari a 274 milioni di euro. Tuttavia, si distinguono performance positive per alcuni segmenti, come il gin (+14,2%) e gli aperitivi alcolici, mentre risultano in flessione grappa, liquori dolci e amari. Positivo l’andamento degli aceti, che nel primo trimestre segnano una crescita dell’1,8% a valore. In particolare, spiccano le performance dell’aceto di mele (+6,4%) e dell’aceto di vino (+1,5 per cento).
