Surgital chiude un altro anno in crescita. Il produttore romagnolo di pasta fresca surgelata ha archiviato l’anno con ricavi consolidati a 124,5 milioni di euro (+3,5%), di cui il 48% generati all’estero. In termini di canali, il foodservice rappresenta il 75% del business, mentre il restante 25% è suddiviso tra Gdo, door-to-door e private label industriale. L’utile netto ha raggiunto i 15,1 milioni (+28%), mentre l’ebitda ha toccato i 24,8 milioni (+15 per cento).
“In Italia e nei principali mercati europei, stiamo rafforzando la rete commerciale per consolidare la distribuzione nel canale foodservice, che oggi rappresenta circa il 75% del nostro business”, spiega Massimiliano Bacchini, membro del Cda, direttore commerciale e membro della famiglia che controlla il gruppo. In Asia, Surgital, come si legge in una nota, “è tornata a presidiare mercati storici precedentemente rallentati dalla pandemia, grazie alla collaborazione con i partner locali e al lancio di nuove linee di prodotto”. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, primo mercato export dell’azienda con circa il 15% del fatturato, “la situazione è più incerta”, precisa Bacchini. “Seguiamo con attenzione l’evoluzione politica: gli attuali dazi non sembrano al momento disincentivare gli acquisti. Tuttavia, l’eventuale introduzione di una seconda tranche di dazi a partire dal 9 luglio rappresenta un’incognita concreta che potrebbe generare una perdita di quote di mercato, anche se è ancora troppo presto per fare stime”.
Surgital ha inoltre recentemente aggiornato il piano industriale 2025-2027, approvato a dicembre. “Puntiamo a migliorare la qualità del lavoro”, prosegue Bacchini. “Prevediamo un processo di riallocazione del personale e l’assunzione di circa 45 persone entro la fine dell’anno. L’automazione è parte integrante della nostra visione sostenibile: migliorare la qualità del lavoro è tanto importante quanto crescere industrialmente”.
Oltre a Surgital (capogruppo), Surgital France e Surgital America, al gruppo fa capo anche Ca’ Pelletti Retail, catena di ristoranti con sei locande in Italia: due a Bologna, Bergamo, Padova, Firenze e Milano. Quest’ultima, lo scorso anno, ha registrato un fatturato in crescita a sei milioni di euro, contro i 5,8 milioni del 2023. Ora l’insegna si appresta a proseguire il proprio sviluppo anche attraverso il franchising.
“Un’evoluzione naturale di un percorso fatto di ascolto, ricerca e crescita costante dove abbiamo creato un modello che siamo pronti oggi ad esportare e concretizzare nella nascita di un franchising”, dichiara Elena Bacchini, founder & CEO di Ca’ Pelletti Retail.
