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Caseificio Artigiana accelera nel 2025. Fatturato a 34 milioni di euro

da sx Francesco e Grazia D'Ambruoso con Maria Amodio (mamma di Grazia, proprietaria del Caseificio con la famiglia)

Caseificio Artigiana accelera nel 2025. Fatturato a 34 milioni di euro

La parola alle aziende

by PambiancoNews
6 Maggio 2025

Caseificio Artigiana chiude il 2024 con 34 milioni di euro di fatturato, in crescita del 17% sull’esercizio precedente. “Siamo molto soddisfatti”, ha dichiarato a Pambianco Wine&Food Grazia D’Ambruoso, marketing manager dell’azienda pugliese. “La crescita che abbiamo registrato l’anno scorso non è solo numerica, ma anche organica, sia in termini di portfolio di prodotti sia di nuove figure commerciali e marketing, che ci hanno permesso di approdare in nuovi mercati target”. Inoltre, il 2025 si è aperto in modo “molto positivo, considerando che nei primi tre mesi abbiamo già visto un +19% sul Q1 dello scorso esercizio”.

Nel complesso, la realtà comprende due brand – Caseificio Artigiana e Il Carro – e tre linee di prodotto “per rispondere a esigenze di mercato ben distinte”. E in occasione della fiera Tuttofood, ha presentato la nuova linea premium ‘Antica Ricetta’, dedicata all’Horeca, che vuole “recuperare le tradizioni casearie più autentiche”, continua la marketing manager. “È un omaggio alla storia della nostra famiglia: mio padre è stato un casaro, e con questa linea abbiamo voluto reinterpretare le tecniche e le ricette di un tempo, portandole su un mercato che valorizza proprio quel tipo di autenticità e qualità”.

Ad oggi, circa il 65% del fatturato proviene dal canale Horeca e dal normal trade, mentre la parte restante è legata alla Gdo. “Fino al periodo pre-Covid, per scelta strategica, non eravamo presenti nella grande distribuzione: i nostri prodotti hanno un posizionamento premium e, all’epoca, non c’erano le condizioni per un dialogo efficace con quel canale”, commenta D’Ambruoso. “La pandemia ha però cambiato lo scenario, poiché la Gdo ha iniziato ad aprirsi anche ad aziende più piccole e artigianali, con una produzione limitata ma di alta qualità, dandoci l’opportunità di entrare in questo contesto”.

Caseificio Artigiana è presente anche all’estero, che pesa per il 38% sulle vendite totali. Tra i principali Paesi in cui opera emergono i mercati arabi: “anni fa tantissimi chef italiani sono andati a lavorare per una serie di emiri, portandosi dietro diversi marchi di qualità con cui collaboravano, tra cui noi”. Seguono l’Europa, dove emergono Spagna e Francia, e poi gli Usa, che pesano per il 10% circa. “Siamo molto focalizzati sull’export, in quanto ha previsioni di crescita molto alte”, continua la marketing manager.

Prodotti di Caseificio Artigiana

Per questo motivo, l’azienda pugliese ha da poco “avviato un importante progetto di ampliamento della capacità produttiva che dovrebbe concludersi entro il 2025”. L’obiettivo è raddoppiare la superficie degli stabilimenti, che attualmente sono due e si trovano a Putignano (Bari), passando dagli attuali cinquemila metri quadrati a circa 10mila metri quadrati, con un investimento complessivo di circa 15 milioni di euro. “La prima fase dovrebbe partire a settembre, ma gran parte dell’impiantistica e dei macchinari è già stata acquistata”.

Parallelamente “stiamo lavorando anche su un progetto molto particolare e legato alle nostre radici territoriali: l’affinatura dei prodotti all’interno delle grotte carsiche tipiche della nostra zona, tra Castellana e Putignano, un’area ricca di cavità sotterranee che, storicamente, venivano utilizzate dai nostri nonni per stagionare e affinare i formaggi”, aggiunge Francesco D’Ambruoso, founder dell’azienda. “Stiamo studiando come recuperare e adattare questa tradizione a una produzione moderna e controllata, con l’idea di lanciare una linea dedicata entro il 2026”.

Un altro aspetto importante da sottolineare è il ricambio generazionale. “Fare il casaro è un mestiere complesso che spesso implica lavori notturni e faticosi per poter spedire il prodotto fresco entro mezzogiorno, rendendo difficile il passaggio di testimone alle nuove generazioni”. Per affrontare questa sfida “stiamo lavorando su due direttrici: da un lato, stiamo modificando la filiera produttiva per rendere gli orari più sostenibili; dall’altro lato, investiamo sulle persone che lavorano con noi, riconoscendo un premio specifico per i nuclei familiari, perché il loro contributo è fondamentale per garantire continuità”.

Lavoratori in azione nello stabilimento
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