Giv – Gruppo Italiano Vini ha archiviato il 2024, chiuso lo scorso 31 dicembre, con un fatturato consolidato di 428 milioni di euro, contro i 435 milioni del 2023. “Questo risultato ha rispecchiato le aspettative aziendali”, spiega a Pambianco Wine&Food Roberta Corrà, direttrice generale di Giv. “Abbiamo organizzato il nostro portafoglio in due principali aree: il mass market e i prodotti fine wines. Nel mass market, abbiamo mantenuto le quote di mercato, mentre la parte dedicata ai fine wines sta crescendo significativamente, arrivando a rappresentare il 30% del totale. L’obiettivo è aumentare ulteriormente questa percentuale”. In quest’ultima categoria, “Nino Negri è oggi il nostro marchio di maggior rilievo, che ci conferisce grande notorietà”.
L’export pesa per il 78% sulle vendite totali e gli Stati Uniti, con una quota sulle vendite estere del 9%, rappresentano il mercato principale, complice una presenza diretta sul territorio. In Europa, “stiamo facendo progressi con il Regno Unito e stiamo cercando di recuperare terreno nei mercati del nord Europa, che negli ultimi anni hanno visto una flessione nei volumi”. L’Asia, infine, “rappresenta un’opportunità a lungo termine. Sebbene siamo già presenti, ci vorranno ancora molti anni prima di avere quote di mercato rilevanti”. In generale, “la nostra strategia è quella di espanderci il più possibile, mirando a gestire meglio i Paesi più vicini”.
La piazza italiana, invece, “continua a rappresentare per noi un punto di forza, restando il primo mercato per vendite, nonostante le difficoltà legate alla contrazione dell’Horeca”.
Oggi il gruppo non è attivamente coinvolto in nuove acquisizioni, ma continua a diversificare il portafoglio attraverso la distribuzione di marchi terzi. Tra questi ultimi si contano: gli champagne Epc e Beaumont des Crayères, la maison della Borgogna Jaffelin e il Franciacorta Monogram.
