Himalaya, Sardegna e Utah ora sono più vicine grazie a Selvatiq. Il brand di gin premium ha infatti presentato tre nuovi London dry gin: Selvatiq Himalayan Gin, realizzato con Juniperus Indica raccolto oltre i 3.500 metri di altitudine in Nepal, arricchito da pepe di Timur, cardamomo nero e fiori selvatici; Selvatiq Mediterranean Gin fatto con Juniperus Oxycedrus raccolto tra le isole de La Maddalena e Caprera, unito a mirto selvatico, arancia amara, foglie di fico e timo.; e infine il Selvatiq Desert Gin che raccoglie l’essenza del deserto dello Utah in bottiglia, con Juniperus Osteosperma, artemisia tridentata, sommacco e salvia bianca.
Selvatiq si affida esclusivamente a materie prime che crescono spontaneamente in natura, le quali vengono raccolte manualmente da esperti locali che conoscono intimamente il loro territorio. Questo processo meticoloso non solo garantisce la massima qualità, ma sostiene anche le comunità locali e preserva le tradizioni secolari di raccolta.
“Con i nostri gin vogliamo raccontare storie inedite e promuovere concetti fondamentali come quello di terroir”, afferma Giacomo Sandri, CEO di Selvatiq. “Dall’Himalaya allo Utah, fino alle coste della Sardegna, abbiamo selezionato ginepri e botaniche che crescono esclusivamente allo stato selvatico, per raggiungere livelli di qualità eccelsi e racchiudere in ogni sorso l’essenza di luoghi incontaminati”.
“Conoscevo Selvatiq dai tempi di Tannico – afferma Marco Magnocavallo, investitore in Selvatiq – e ne ho sempre apprezzato la filosofia nomade e concentrata sull’uso di botaniche selvatiche. Quando si è presentata l’opportunità di rilanciare l’azienda non ci ho pensato un attimo”.
La produzione è affidata all’Antica Distilleria Quaglia, mentre la distribuzione è affidata in esclusiva a Velier.
