Focus sui brand italiani e pairing food. Seguendo queste due direttive, Alexander Koch, dallo scorso agosto CEO di Heineken Italia, affronta un 2025 sul quale gravita ancora incertezza. Contesto sociopolitico e inflazione non danno tregua ai mercati. A livello mondiale, il Gruppo Heineken ha presentato in questi giorni il suo bilancio 2024, dal quale è risultato una flessione pari all’1,8% dei ricavi, per un totale di 29,8 miliardi di euro. L’utile operativo, dal canto suo, è stato di 3,51 miliardi di euro, in aumento dell’8,9% rispetto all’anno precedente, mentre quello netto è calato a 978 milioni di euro (-57,6 per cento).
Con uno scenario ancora instabile è, dunque, d’obbligo la cautela. Detto questo, il manager olandese intravede un inizio di stagione confortante. “Siamo moderatamente ottimisti, dopo due anni post Covid complicati nei quali la fiducia del consumatore è stata in parte erosa dall’inflazione e conseguente aumento dei prezzi”, ha esordito il manager rispondendo a Pambianco Wine&Food. “Ma in queste prime settimane dell’anno notiamo segnali di ripresa, anche se parziali, perché le maggiori vendite si concentrano nel periodo aprile-ottobre. In ogni caso, con un mercato come quello attuale è complicato fare previsioni, posso limitarmi a dire che quest’anno cresceremo a un tasso inferiore del 5 per cento. Il mercato italiano ha ancora un basso consumo pro capite e questo indica che sussistono ampi margini di crescita. L’Italia, negli ultimi cinquant’anni, ha triplicato la sua produzione brassicola e raddoppiato i consumi”.
L’obiettivo al rialzo, così indicato dal CEO di Heineken Italia, si basa anche su una strategia che posiziona al centro l’offerta di marche italiane di proprietà della multinazionale. “Nel 2025 è nostra intenzione pianificare azioni che potenzino il ruolo dei marchi in un’ottica di abbinamento al cibo”, conferma sempre Koch. “Un discorso che vale per Birra Moretti con la quale vogliamo andare oltre al classico binomio pizza/birra, e per Birra Messina che, essendo un prodotto premium, ci permette di generare nuove collaborazioni con una ristorazione specializzata, per esempio, su una cucina a base di pesce. L’anno in corso vedrà anche attività di supporto per rilanciare il marchio Dreher e continuare a cavalcare il successo di Ichnusa con la sua referenza non filtrata. Non per ultimo, proseguiamo a investire sulle versioni zero alcol (Heineken e Moretti), segmento che anche tra gli italiani sta prendendo piede, complice la sanzioni alla guida in stato di ebbrezza e il desiderio crescente di dissetarsi con una bevanda analcolica”.
Ultima analisi: le nuove possibili imposte sui prodotti esportati negli Stati Uniti. “Non è chiaro quale sarà la situazione dazi sul mercato birra e su questo argomento regna ancora un elevato grado di incertezza su come gli Stati Uniti agiranno”, analizza il numero uno della filiale italiana. “Se nuove tasse sull’export saranno effettivamente introdotte, a quel punto dovranno essere i politici a scegliere come reagire al meglio. Noi siamo un birrificio, non abbiamo un potere decisionale su questo aspetto”.
