Espansione negli Usa e un nuovo corporate name. È stato un inizio d’anno scoppiettante per Herita Marzotto Wine Estates, il nuovo nome che identifica l’universo precedentemente noto come Santa Margherita Gruppo Vinicolo, di proprietà della famiglia Marzotto. “Abbiamo colto l’occasione del 90° anniversario della nostra azienda per introdurre un cambiamento significativo”, racconta a Pambianco Wine&Food l’AD Andrea Conzonato. “Ci è sembrato il momento giusto per proiettare nel futuro una visione costruita in quasi un secolo di storia. Questo traguardo rappresenta non solo un punto di arrivo, ma anche una base solida per affrontare le sfide dei prossimi anni”.
Inoltre, “un elemento chiave di questo percorso è l’inserimento del nome Marzotto, una famiglia che ha creduto e investito nell’azienda per decenni e continuerà a farlo, rafforzando ulteriormente il legame con la nostra storia e il nostro impegno per il futuro”. Un nome, quindi, che sancisce la volontà della famiglia di mantenere salde le redini dell’azienda, escludendo qualsiasi possibilità di vendita.
L’inizio dell’anno ha inoltre visto il gruppo espandersi in Oregon, dove Herita possiede dal 2022 Roco Winery, che ha recentemente acquisito Marsh Estate, una proprietà agricola situata nella stessa regione vinicola. L’acquisizione permetterà a Roco Winery di controllare l’intero parco vigne e l’edificio residenziale situato nella tenuta, che al termine di un restauro previsto per la fine del 2025 diventerà una struttura dedicata all’ospitalità.
L’ospitalità, infatti, è in generale uno dei cardini di sviluppo per il gruppo. “Crediamo che sia un elemento essenziale per i nostri brand, perché permette di creare un legame più forte con consumatori e stakeholder”, prosegue l’AD. “Stiamo investendo in Roco e in Kettmeir, dove sono in corso i lavori per il rifacimento dell’intera cantina, proprio per dare impulso all’ospitalità, che ad oggi prende vita principalmente attraverso visite e degustazioni”. Si ricorda che il gruppo lo scorso anno ha arruolato Andrea Dori nel ruolo di head of hospitality and luxury hospitality business development e ha preso in gestione un B&B a Greve in Chianti, “un progetto che ci permetterà di sperimentare e approfondire il settore dell’accoglienza”.
Per quanto riguarda l’andamento economico, “il 2024 si è rivelato un anno particolarmente complesso, con un calo nelle vendite, sebbene inferiore rispetto alla media del mercato”, spiega Conzonato. “Abbiamo affrontato difficoltà sia in Italia che all’estero, ma nel nostro Paese alcuni marchi hanno registrato ottime performance, come per esempio Ca’ del Bosco, che ha ottenuto risultati straordinari rispetto al mercato, così come Kettmeir, permettendoci di chiudere l’esercizio con un bilancio tutto sommato positivo. Negli Stati Uniti, invece, siamo riusciti a mantenere un andamento in linea con il periodo precedente”. Nonostante le complessità, il gruppo ha continuato a investire in cantine e terreni per un totale di 35,7 milioni di euro.
“Per il 2025, al momento, non abbiamo segnali chiari che suggeriscano un miglioramento netto del contesto di mercato. Tuttavia, continueremo a investire e a sviluppare le nostre strategie con un approccio mirato alla crescita sostenibile”, conclude il manager.
