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Dopo Moebius, Querci apre Lubna. Obiettivo: 3 milioni € nel 2025

Dopo Moebius, Querci apre Lubna. Obiettivo: 3 milioni € nel 2025

by Matteo Cioffi
30 Gennaio 2025

Un milione di euro nei primi dodici mesi di attività. A tanto ammontano i ricavi che intendono generare i proprietari di Lubna, nuovo restaurant bar aperto a Milano in Via Vezza d’Oglio, tra Porta Romana a zona Ripamonti. A formulare tale prospettiva economica è Lorenzo Querci, uno dei quattro titolari del neonato locale situato all’interno di un’area dismessa di 1200 metri quadri, dei quali 230 destinati allo spazio ristorativo, mentre connesse all’esterno del locale si accede a una galleria d’arte – Scaramouche – e a uno spazio multiforme allestito per ospitare eventi – Magma -. 

Il team di Lubna è lo stesso di Moebius, laboratorio ristorativo fondato su alta cucina e mixology d’autore, che ha appena conquistato la sua prima stella Michelin grazie al suo chef Enrico Croatti. E non solo, oltre al riconoscimento della guida rossa il ristorate ha ottenuto il 38esimo posto nella prestigiosa classifica della The World’S 50 Best Bars, premiando la miscelazione innovativa firmata da Giovanni Allario, che di Moebius è bar manager. 

Per il 2025, il gruppo comprensivo di Moebius e Lubna punta a generare ricavi per circa tre milioni di euro.

Ora, quindi, inizia, in parallelo, una seconda sfida per il trentaduenne Lorenzo Querci, che può contare al suo fianco, come già avviene per Moebius, su suo padre Alberto e su altri due soci: Francesco Sicilia e Natascia Milia, specializzati nell’organizzazione di eventi. I quattro hanno quindi radunato la rispettiva expertise lavorativa, dando vita a una joint venture paritetica.

La scommessa alla base di Lubna è conquistare la clientela con una cucina ‘infuocata’. La brace è, infatti, lo strumento dove prende forma ogni singola ricetta. A non volere scherzare con il fuoco, ma a onorarlo in ambito culinario, è stato lo stesso Croatti, che ha dichiarato pubblicamente: “Era da tempo che inseguivo l’opportunità di mettere in pratica la mia tecnica di cuoco usando il fuoco come mezzo di cottura e utilizzarlo nella preparazione di piatti tradizionali italiani, con particolare riguardo a quelli della mia terra di Romagna”.

“Il successo del Moebius è sicuramente stato un trampolino per lanciare questo nuovo progetto”, ha spiegato Lorenzo Querci a Pambianco Wine&Food. “Abbiamo mantenuto lo stesso staff del nostro primo ristorante milanese, i suoi capisaldi e modi di lavorare, centrati in primis sull’attenta selezione delle materie prime e sulla capacità di offrire al cliente un’atmosfera rilassata e conviviale apprezzata da una clientela che ama il buon mangiare e bere, facendosi accompagnare da musica in sottofondo, e che riconosca il valore di una location accattivante”.

Location rifatta da zero. E per farlo, i quattro titolari hanno sostenuto un investimento di 300mila euro per i lavori di ristrutturazione e arredamento, mantenendo però le mura originarie. Il colpo d’occhio del locale, oltre alla brace posizionata a vista, è l’imponente bancone (lungo 15 metri) che accoglie subito il cliente superato l’ingresso, mentre alzando lo sguardo spicca la prevalenza di materiale in ferro volutamente usato per evocare il mondo dei fumetti fantascientifici. 

“Ordinando tre piatti, bevande escluse, si spendono circa 50 euro a persona, mentre i cocktail, che sono parte integrante e protagonista del format, variano dai 12 ai 16 euro”, rende noto il titolare del locale. “In una Milano che, in termini economici, sta sempre più diventando ostile, abbiamo voluto rendere il locale più avvicinabile, in modo da fidelizzare la clientela e fare in modo che la sua presenza non sia occasionale, ma diventi piacevole abitudine”.

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