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Obicà Firenze (Ph. Alberto Blasetti)

Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com

Obicà si avvia a chiudere l’anno con un fatturato di 38,2 milioni € (-2,8%)

by Matteo Cioffi
14 Novembre 2024

Lieve frenata dei ricavi, ma margini operativi attesi in rialzo. E guardando all’immediato futuro, nuove aperture in Italia e all’estero pur restando cauti quando si parla di Usa. Il 2024 di Obicà si caratterizza da questi input, come dichiara a Pambianco Wine&Food Davide Di Lorenzo, CEO dell’insegna di ristorazione che si definisce un ‘mozzarella bar’. 

I numeri elencati dal manager indicano, in primis, un fatturato annuale che segnerà un piccolo passo indietro dovuto a operazioni comunque preventivate e pianificate. In altre parole: era atteso. “Pensiamo di chiudere l’anno in corso con ricavi pari a 38,2 milioni di euro, registrando quindi un leggero calo (-2,8%) rispetto ai 39,3 milioni del 2023, da imputare principalmente alla chiusura, ad agosto, del ristorante di Flatiron a New York, anticipata a gennaio da quella di Serravalle Scrivia che, in ogni caso, riaprirà a inizio 2025”.

La marginalità, seppur il manager non abbia voluto dare indicazioni sul valore assoluto, è invece attesa in miglioramento, beneficiando di alcune scelte che hanno comportato una riduzione delle spese da sostenere. “Per quanto concerne la formazione professionale – spiega in merito il CEO – abbiamo deciso di affidarci a nostre risorse interne, interrompendo quindi il rapporto con agenzie interinali esterne”. Inoltre, “rispetto allo scorso anno, abbiamo usufruito di una riduzione dei costi su alcune importanti voci a livello produttivo, come energia e gas. C’è poi stata finalmente una stabilità del prezzo della mozzarella di bufala che lo scorso anno ha subìto invece un incremento a doppia cifra”.

Se la mozzarella ha smesso di correre verso il rincaro, lo stesso non si può dire di altre materie prime agroalimentari, “come il caffè, cacao e farina”, specifica Di Lorenzo che, comunque, assicura che i prezzi da sostenere per un pranzo, aperitivo o cena da Obicà rimarranno invariati fino al prossimo maggio.

L’insegna di proprietà della famiglia Scudieri (la stessa che controlla il brand Eccellenze Campane), sbarcherà dunque in Francia, a Giverny, mentre è in fase di studio una nuova inaugurazione a Milano entro il primo semestre del 2025. A livello nazionale non sono attese altre novità nel breve periodo, mentre fuori dai confini si annuncia un ampliamento. Oggi il brand genera circa un terzo dei suoi ricavi all’estero, avvalendosi di cinque punti vendita a controllo diretto e otto in franchising. Di questi cinque sono in Giappone, uno in Portogallo e due in Turchia dove un nuovo ristorante aprirà nel 2025 presso l’aeroporto Dalaman.

Occhio poi oltreoceano. Più precisamente a New York, dove lo scorso agosto è stato quindi chiuso il ristorante situato nel quartiere Flatiron, mentre rimane operativo quello storico a Madison che nel 2008 ha sancito l’esordio di Obicà nella Grande Mela. Questo locale è situato in una zona molto affollata e, attraversando l’atrio, si accede nella Trump Tower, l’edificio del neo eletto presidente statunitense, il cui insediamento precedente, nel 2016, non portò benefici alle revenues del brand. “Con l’allora elezione di Donald Trump venne incrementata la sicurezza in tutta la zona compromettendo la viabilità e, di conseguenza, scoraggiando una buona parte della clientela a venire nel nostro ristorante; ne risentirono i ricavi che dimezzarono, passando da 2 a 1 milione di dollari”, ricorda Di Lorenzo. “Il Covid e lo smart working hanno poi impedito negli anni successivi che il fatturato tornasse ai livelli precedenti. Speriamo, quindi, che ora la storia non si ripeta. Di certo non nascondiamo qualche apprensione legata a un possibile aumento dei dazi su prodotti agroalimentari italiani. Capiremo meglio quale sarà l’andamento reale alla fine del primo semestre 2025. Per il momento rimaniamo cauti”.

Il tutto mentre la proprietà si sta guardando intorno “perchè New York fa sempre gola e non escludiamo una nuova inaugurazione prima della fine del 2026 – dice il manager di Obicà – puntando a location situate in quella parte della città molto attive a livello ristorativo, come Meatpacking District e Soho“.

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