Sviluppare l’Italia, trovando una location anche in montagna, per poi andare all’estero. È questo il piano di Triple Sea Food, realtà da circa 20 milioni di euro detenuta al 78% da Lmdv Capital e che raccoglie i brand di ristorazione Vesta (che conta un ristorante a Milano, uno a Portofino e uno a Marina di Pietrasanta), Casa Fiori Chiari e e Trattoria del Ciumbia per un totale di cinque locali. Un progetto di sviluppo che non riguarderà solo il brand Vesta, format dedicato alla cucina di pesce con cui il gruppo ha già realizzato due aperture fuori dai confini milanesi, ma anche Casa Fiori Chiari, dedicato a una cucina più generalista.
“In questa fase di espansione, stiamo concentrando i nostri sforzi sulle località dove siamo già presenti”, racconta Davide Ciancio, CEO e co-fondatore di Triple Sea Food, in occasione del 4° Wine & Food Summit promosso da Pambianco – PwC. “L’idea è di replicare altrove il modello utilizzato a Milano, dove siamo riusciti ad aprire tre ristoranti lungo la stessa via. Tuttavia, spesso gli spazi sono limitati, quindi potrebbe non essere possibile aprire proprio accanto a dove siamo già operativi”.
“Questa idea rispecchia anche una scelta strategica: a Milano abbiamo infatti un laboratorio in via Fiori Chiari dotato di un fish-lab e di una pasticceria dove produciamo il nostro pane. Questa centralizzazione di alcune operazioni ci ha consentito di replicare rapidamente il nostro modello, garantendo sempre un’elevata qualità del lavoro”.
Guardando al futuro, quindi, “il prossimo brand da aprire potrebbe essere Casa Fiori Chiari, con sedi, per esempio, a Portofino, Santa Margherita o in Versilia, tra Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta”.
Inoltre, “stiamo valutando anche la possibilità di sviluppare qualcosa in montagna per consentire ai nostri dipendenti di lavorare in entrambe le stagioni, rimanendo così nel team”.
Infine, “in un passo successivo sicuramente guarderemo all’estero”.
Dopo i 10 milioni di ricavi del 2023, “contiamo di chiudere il 2024 sopra i 20 milioni di euro e l’obiettivo per il 2025 potrebbero essere i 30 milioni di euro”, conclude Ciancio.