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Lo Champagne paga il conto delle proteste: vendite in calo

Lo Champagne paga il conto delle proteste: vendite in calo

by Andrea Guolo
6 Febbraio 2019

Oltre al mercato domestico francese, penalizzato da agitazioni e violenze, è il declino dei consumi britannici ad aver fatto diminuire le vendite di Champagne. La bollicina francese, secondo quanto anticipato dal co-presidente del Comité Champagne, Jean-Marie Barillère, alla testata britannica The Drinks Business, avrebbe venduto 5 milioni di bottiglie in meno nel 2018 rispetto al totale dell’anno precedente. Il calcolo, non ancora definitivo, del Comité Champagne è di 302 milioni di bottiglie vendute, tra Francia ed estero, contro le 307,3 milioni del 2017, per un calo quantitativo pari all’1,7 percento.

Quello britannico è un calo ormai strutturale dei consumi, con la complicità della svalutazione della sterlina rispetto all’euro che da due anni penalizza lo Champagne e spinge gli inglesi a comprare spumanti più concorrenziali, a partire dal Prosecco. Dal 2015, gli Stati Uniti hanno superato la Gran Bretagna come prima destinazione dello Champagne in valore, mentre Londra mantiene la leadership quantitativa.

Sul calo delle quantità hanno certamente pesato le proteste dei Gilets Jaunes, avvenute nella parte finale dell’anno e nelle settimane precedenti al Natale, determinanti per le vendite dei vini destinati alle tavole delle festività.

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