Bilancio positivo per Cantina Produttori di Cormons, realtà cooperativa leader nell’area Collio-Isonzo (Friuli Venezia Giulia) che conta oltre 150 produttori associati e un bacino complessivo di 420 ettari vitati. L’anno fiscale 2015/16, chiuso il 30 giugno, mostra un progresso di circa il 2% che spinge i ricavi oltre quota 10 milioni di euro, dato particolarmente significativo se si pensa che la produzione di Prosecco, vino del momento, incide in maniera del tutto marginale (1%) sulla produzione della società con sede a Cormons (Gorizia), più orientata su Pinot grigio e sulle altre varietà tipiche del territorio come Ribolla, Sauvignon, Friulano e altri ancora.
“Quest’azienda – dichiara a Pambianco Wine il direttore generale, Rodolfo Rizzi – ha consolidato la propria importanza espressa dal fatturato e dalla sua stessa natura di società cooperativa, aspetto fondamentale perché al suo interno incamera realtà ‘contadine’ che, nel contesto di un mercato globale, finirebbero per disperdersi”. Il territorio peraltro assicura a Cormons una quota consistente dei ricavi tramite la vendita diretta, che vale il 20% del fatturato attraverso l’enoteca situata nei pressi della sede aziendale e un format di ristorazione, Il Cantiniere, basato sull’abbinamento dei vini aziendali con piatti della cucina regionale e focalizzata sul momento del pranzo, mentre alla sera l’offerta vira su piatti freddi, fritti di mare e bruschetteria. Il bilancio de Il Cantiniere è talmente positivo da aver convinto la cooperativa di Cormons a estendere il format in altre città, con un progetto di aperture in franchising. “La prossima tappa sarà Trieste, dove contiamo di aprire in tempi abbastanza rapidi per entrare in un contesto di consumo potenzialmente favorevole ai nostri prodotti, tra impronta mitteleuropea della città e alta presenza di studenti. Poi, ma non subito, pensiamo di puntare su Milano” afferma Rizzi.
I conti dell’azienda famosa per il Vino della pace, blend destinato ai capi di Stato come messaggio di fraternità e ottenuto da un vigneto (“Vigna del mondo”) che rappresenta una delle più belle collezioni varietali mondiali, sono tuttora sbilanciati verso il mercato interno, da cui dipende il 90% degli incassi. La strategia avviata da Rizzi si fonda sull’accelerazione degli investimenti per la crescita estera, puntando a un 30% del rapporto tra export e fatturato entro i prossimi quattro anni; intanto in Italia saranno consolidate le relazioni con la gdo, dove Cormons è presente all’interno di gruppi come Esselunga, Despar e Panorama/Pam. Queste direzioni permetteranno alla società di potenziare le vendite, compensando il calo fisiologico legato al canale horeca in Italia. “Per l’estero – afferma il direttore generale – stiamo progettando iniziative di aggregazione e collaborazione con altre cooperative vinicole, senza sovrapposizione di prodotto, per agire come reti d’impresa in alcuni tra i più promettenti mercati di consumo”.
I paesi esteri più importanti di Cormons sono attualmente Stati Uniti e Germania, ma si guarda con attenzione a realtà emergenti Ue ed extra Ue. “Sono reduce da un viaggio di lavoro in Albania – dice Rizzi – e pienamente convinto che quel Paese costituirà in futuro uno dei nostri mercati più importanti”. L’obiettivo 2016 è consolidare ulteriormente la crescita, rodando la macchina per poi spiccare il volo all’estero. “Restiamo con i piedi per terra, ma con la testa nel mondo” conclude Rizzi.
