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Sassicaia campione di redditività

Sassicaia, prodotto da Tenute San Guido (Bolgheri, Livorno)

Sassicaia campione di redditività

by Andrea Guolo
3 Maggio 2015

Chi ha più margini tra i produttori italiani di vino? Con un formidabile 59,2% nel rapporto tra Ebitda e fatturato 2014, è ancora una volta Tenuta San Guido, realtà da 25,4 milioni di euro, a guidare la classifica dei campioni di redditività. L’azienda di Bolgheri, produttrice del Sassicaia, precede un’altra società con base in Toscana, Marchesi Antinori (41,6%) e la siciliana Cusumano (33,8%). A riportarlo è l’analisi effettuata per CorrierEconomia dalla giornalista specializzata Anna Di Martino e basata sui bilanci dei primi cento player italiani del vino. Sul podio non compare un altro big della redditività, Tenute dell’Ornellaia, i cui conti sono però inseriti all’interno del gruppo di appartenenza, Marchesi de’ Frescobaldi, che si piazza quarto con il 30,3% di Ebitda/fatturato davanti a Ferrari Fratelli Lunelli e a Santa Margherita. Completano la top ten Falesco, Masi Agricola, Ruffino e Castellani. Da sottolineare l’assenza dalle posizioni di vertice di gruppi piemontesi del mondo Barolo e Barbaresco, dovuta alle dimensioni medie aziendali contenute tipiche dell’area.

Tra gli “sprinter del fatturato”, ovvero le realtà che hanno fatto registrare i maggiori incrementi nel 2014, dominano le cantine sociali: sale in vetta la Cantina sociale dei Colli fiorentini con un balzo di circa il 50% (da 7,5 a 11,2 milioni di euro), precedendo le friulane Cantina di Rauscedo (20,3 milioni, +42,5%) e La Delizia (34,4, +34,2%).

In termini di fatturato complessivo, restano immutate le posizioni di vertice del vino italiano. Con 536 milioni di euro realizzati nel 2014, è sempre il gruppo Cantine Riunite & Civ (che comprende Gruppo Italiano Vini) a guidare la classifica, con una quota pari al 5% circa del totale nazionale (di poco superiore ai 10 miliardi di euro) e in progresso di circa un milione sul 2013 (+0,5%). In seconda posizione si conferma il gruppo romagnolo Caviro, che fa segnare un +2,6% e si porta a 230,1 milioni di euro, precedendo il gruppo trentino Mezzacorona a 171,15 milioni (+4,9%).

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