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Carrefour, più private label e discount entro il 2026

Carrefour, più private label e discount entro il 2026

by Alessandro Franceschini
10 Novembre 2022

Accelerazione sui prodotti a marchio e i format discount. Ma anche un cambio di pelle per gli ipermercati, una decisa spinta dei cosiddetti convenience store e un sostanzioso taglio dei costi del gruppo attraverso una maggior digitalizzazione e centralizzazione degli acquisti in Europa. Piani molto ambiziosi che verranno sostenuti con 2 miliardi di euro investimenti e fissando un flusso di cassa netto di oltre 1,7 miliardi di euro entro il 2026.

La presentazione del piano strategico 2026 di Carrefour da parte di Alexandre Bompard, Presidente e Amministratore Delegato, non è una rivoluzione, ma dà certamente una spinta importante a un cambiamento già in essere da tempo all’interno del gruppo francese, a quanto pare necessario per affrontare uno scenario in continua evoluzione e che, complice l’inflazione e l’erosione del potere di acquisto, diventa sempre più complicato.

Più prodotti a marchio

Che i discount stiano erodendo quote di mercato ai classici supermercati non è più una novità. E solo una lettura superficiale di questo fenomeno lega questa esplosione a quello successo negli ultimi anni, sebbene pandemia e crisi economica abbiano sicuramente spinto verso questa strada. E così bisogna correre ai ripari. Come? Con un incremento deciso delle quote dei prodotti private label, da sempre uno dei punti di forza dei discount. Entro il 2026 arriveranno al 40% in Carrefour, rispetto all’attuale 33 per cento. Non stupisce questo focus, in atto in realtà da tempo in molte insegne e all’interno di molte referenze, vino incluso, come abbiamo recentemente verificato sul numero di settembre/ottobre di Pambianco Magazine Wine&Food. Carrefour ha ormai un assortimento di prodotti a marchio ampio e segmentato, che punta sia all’alto di gamma (Selection, De Nuestra Tierra, Terre d’Italia) che sulle nuove tendenze (bio, vegan, free from) ma anche sul primo prezzo, un tempo snobbato ma ora non più, con l’introduzione dei prodotti Simpl.

Nuovi format: localismo, prossimità e discount

I nuovi format puntano su più modelli. C’è il localismo e il fresco – verranno aperti in Francia i nuovi store denominati Potager City –, c’è la prossimità – entro il 2026 sono previste 2.600 aperture in più dei format City, Express e Contact – e poi, ancora una volta, si guarda al mondo discount. In Brasile i negozi a insegna Atacadão saliranno entro il 2026 a 470 rispetto ai 200 attuali, ed esordiranno anche in Francia il prossimo anno. I Supeco, formula di soft-discount, diventeranno più di 200, ora sono 120.

Infine, anche la revisione degli ipermercati da parte del gruppo francese, format in crisi da tempo, si rivolge al modello dei discount per risorgere. Il concept Maxi, recentemente presentato anche in Italia, verrà incrementato: la formula prevede una diminuzione del 20% degli assortimenti, un’enfatizzazione dei prodotti private label e di quelli a prezzi più bassi, nonché la drastica riduzione del 40% del reparto non-food.

Riorganizzazione interna per puntare al risparmio

La trasformazione di tutti i processi operativi interni grazie al digitale, secondo Carrefour, porterà a un risparmio di 4 miliardi di euro nel gruppo, sempre entro il 2026. Il tutto passa da un processo di digitalizzazione che tocca negozi, supply chain e merchandising con la creazione di un “Global Tech Center”. Ma alla riduzione dei costi contribuirà anche una maggior massificazione degli acquisti in tutta Europa, la scelta del franchising come modello per il 90% delle prossime aperture, la riduzione dei consumi energetici (-20% entro il 2026 e in Francia entro il 2024) e l’utilizzo dei parcheggi per la produzione di energia fotovoltaica (4,5 milioni di metri quadrati di pannelli solari entro il 2026).

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