Con un fatturato di 64 milioni di euro nel 2023, leggermente in calo rispetto all’anno precedente, Tannico guarda al futuro con una strategia chiara: puntare sull’esclusività dell’offerta, sull’espansione nei mercati internazionali e sull’innovazione tecnologica. Progetti che riguardano sia il singolo marchio Tannico sia la piattaforma Vente à la Propriété (acquisita dal gruppo nel 2021, ndr), entrambe sotto il cappello della joint venture composta da Campari Group e Moët Hennessy.
Nello specifico, “oltre ad un focus sulla parte tech con attività di riplatforming per Tannico e una redesign totale del front-end per Vente à la Propriété, puntiamo decisamente a sviluppare di più l’export”, dichiara Thierry Bertrand-Souleau, CEO di Tannico e di Vente à la Propriété in occasione del 4° Wine & Food Summit Pambianco – PwC. Con 500 cantine in collaborazione*, il gruppo è già presente in 23 Paesi ed ora con Tannico “ci stiamo concentrando, nello specifico, in mercati chiave come Svizzera, Germania, Francia, Spagna e Svezia, mentre con Vanta la Propriété stiamo espandendo la presenza al di fuori della Francia, in Paesi come Belgio, Portogallo e Germania”.
Per operare sul mercato del vino, “oggi ci sono due principali vie: da un lato, la strada dell’entry price con una forte componente di promozioni e white label, dedicata ai clienti che desiderano spendere poco; dall’altra parte c’è quella che punta all’experience, al senso di community, alla formazione del cliente”. Tannico sceglie la seconda strada “operando con un modello di esclusività”, continua Bertrand-Souleau. “Vogliamo aumentare significativamente la quota di prodotti esclusivi, sia per quanto riguarda le importazioni dall’estero, sia per i prodotti italiani che vendiamo tramite Tannico, posizionandoci nel segmento alto, senza puntare su private label classiche”.
A tal proposito, “ci siamo chiesti se espanderci ulteriormente nel mondo offline, magari con altri wine bar targati Tannico (il gruppo ne ha già uno a Milano, ndr) o attraverso la creazione di esperienze legate al turismo vinicolo, come visite alle cantine”, conclude il CEO. “Al momento, la nostra strategia è di mantenere uno o due punti di vendita fisici, ma dedicati principalmente a eventi e trend marketing, rimanendo concentrati sul nostro core, cioè essere degli esperti digitali, ma con l’obiettivo di offrire qualcosa di unico”.
*Notizia modificata il 19 dicembre alle ore 12.30