Il 2025 per Gruppo Lavazza si è chiuso con una crescita a doppia cifra, riportando un fatturato di 3,9 miliardi di euro (+15,7% rispetto al 2024), seguito da un ebitda a 340 milioni di euro (+8,85), un ebit pari a 157 milioni di euro (+20%) e un utile netto a 92 milioni (+12%). “Nonostante il quadro generale complesso, che ha portato anche a un calo dei volumi di vendita, siamo riusciti a chiudere il 2025 con risultati positivi sui principali indicatori finanziari”, ha commentato Antonio Baravalle, CEO del Gruppo Lavazza. “Non siamo però ancora in acque calme: la volatilità del mercato del caffè è ormai strutturale, i costi delle materie prime restano sotto pressione, le tensioni geopolitiche continuano a ridisegnare gli equilibri globali e il quadro regolatorio aggiunge ulteriore complessità”.
In termini di canali, il gruppo presidia il consumo sia a casa sia fuori casa “e continua a investire in un modello sempre più omnichannel che integra retail, Horeca, office coffee service e distribuzione automatica, insieme allo sviluppo delle piattaforme digitali e dell’e-commerce”, spiega la società.
A livello geografico Lavazza conta la presenza in oltre 140 Paesi. Lo scorso anno la realtà italiana è cresciuta in nord America, dove il fatturato ha registrato un incremento del 26,9%, spinto soprattutto da retail ed e-commerce, mentre ha registrato un calo dei volumi generalizzato in alcune aree geografiche come Germania e Balcani, e in particolare in mercati come Polonia (-26% a volume) e Francia (-16,3% a volume), che hanno subito maggiormente l’impatto dell’aumento dei costi a livello di distribuzione. Parallelamente, il gruppo continua a sviluppare il proprio percorso in Cina attraverso la partnership con Yum China, con l’obiettivo di consolidare nel medio-lungo periodo la presenza nel mercato, sia attraverso la rete di coffee shop, sia nel canale retail.
Questi primi mesi del 2026 “sono stati caratterizzati da ulteriori e gravi tensioni geopolitiche, che impatteranno anche sui costi di gestione delle imprese”, conclude Baravalle. “Una vera stabilità, quindi, appare al momento molto lontana. Noi continueremo a investire per mantenere un vantaggio competitivo fondato su qualità, innovazione sostenibile e solidità industriale per rafforzare i nostri brand, consolidare la resilienza della filiera e creare valore nel lungo periodo. In questo percorso, la trasformazione digitale svolge un ruolo centrale: migliora la capacità di anticipare e gestire i rischi e rafforza i processi lungo tutta la catena del valore”.
