Le dimensioni, nel mondo del vino, contano, soprattutto in un periodo complesso come quello attuale. È quanto emerso dall’ultimo report sui bilanci delle imprese del vino stilato da Studio Impresa – Management DiVino in partnership con Il Corriere Vinicolo, che ha considerato 877 società vinicole italiane con ricavi superiori a un milione di euro.
L’esercizio 2024, come emerge dall’analisi, si è chiuso con ricavi a 13,4 miliardi di euro, con un +2% (+0,7% al netto dell’inflazione), e un ebitda al 10,5% in miglioramento sul 9,8% dell’anno precedente, nonostante il 47% delle imprese abbia registrato una flessione della redditività.
Le performance variano soprattutto in base alla dimensione delle aziende: le grandi imprese – quelle con più di 50 milioni di ricavi -, pur rappresentando solo il 6,27% del campione (diversamente, le realtà sotto i 10 milioni di euro, pur rappresentando il 71% del campione, esprimono solo 17% dei ricavi del comparto), realizzano oltre la metà dei ricavi, mettendo a segno un +8,4% nel triennio 2022-24. Seguono le aziende con dimensioni nella forchetta 20-50 milioni di euro (+4,5%), mentre diminuiscono quelle della fascia 10-20 milioni (-9,9%).
La correlazione tra dimensioni e reattività alle sfide del mercato si registra anche in termini di redditività: le imprese grandi (fatturati superiori ai 50 milioni) e medio-grandi (10-20 milioni) crescono rispettivamente del 4,9% e 9,1%. Diminuiscono, invece, quelle tra i 20 e 50 milioni (-1,2%) e, più marcatamente, quelle con ricavi compresi tra cinque e 10 milioni e inferiori ai cinque milioni di euro, che registrano nel triennio rispettivamente -6,4% e -16,4%.
“I dati evidenziano la necessità di lavorare in generale sulla managerialità ma anche sulla dimensione delle nostre imprese in un’ottica di razionalizzazione delle risorse e sostenibilità economica”, sottolinea il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi. “Piccolo è bello è uno slogan che dobbiamo lasciare al passato: le imprese tricolori – che hanno una superficie media del vigneto di 2,3 ettari contro i 10,5 francesi – devono puntare a un ulteriore irrobustimento, perché è chiaro che le dimensioni contano anche in ottica di attivazione di economie di scala. L’auspicio è di poter incentivare le aggregazioni, anche con un intervento pubblico”.
Lo studio ha analizzato le diverse performance delle aziende suddividendole anche in base alla regione di appartenenza: il Veneto, per esempio, è la prima regione italiana per ricavi con 4,9 miliardi (+4,35% sul 2023), ma risulta solo 13esima per redditività (ebitda 8,72%). Al top per redditività c’è invece la Toscana (21,98%), trainata dal distretto di eccellenza di Livorno (a 53,75% grazie a Bolgheri), con ricavi ‘fermi’ a 1,6 miliardi.
