Boem, il ready-to-drink lanciato nel 2023 da Fedez, Leonardo Maria del Vecchio, Lazza e Camillo Bernabei, conta di raggiungere due milioni di euro di fatturato entro la fine del 2025. Come previsto da piano industriale, nel 2024 “siamo stati in perdita e lo saremo anche quest’anno”, dichiara a Pambianco Wine&Food il CEO di Boem Edoardo Tribuzio. “Ci lasciamo alle spalle un periodo prevalentemente dedicato a creare tutto il team, considerando la mia nomina ufficiale a febbraio scorso”.
Il break even è previsto per il 2027 “salvo che non decidiamo di entrare in alcuni mercati esteri in anticipo, il che potrebbe modificare lo scenario”. La società, infatti, sta già lavorando per fare il suo ingresso negli Stati Uniti. “A settembre verificheremo a che punto saremo con gli accordi con le insegne e, se le condizioni saranno favorevoli, potremmo entrare nel 2026; altrimenti sarà per l’anno successivo.” Nello specifico “qui vogliamo portare un prodotto diverso rispetto a quello a cui gli americani sono abituati, con una caratterizzazione made in Italy che oggi manca in quel mercato. L’identità italiana deve essere chiara e riconoscibile”.
Oltre agli Usa, “all’estero abbiamo già altre operazioni in corso: in Uk, Svizzera, Austria, Paesi Bassi e Finlandia. Abbiamo costruito un team ad hoc e affrontiamo ogni mercato con grande attenzione”. Londra, ad esempio, “è un mercato iper competitivo come quello americano, e questo per noi è un vantaggio. La concorrenza obbliga a innovare e questo porta valore anche all’evoluzione del prodotto nel mercato domestico”.
Per quanto riguarda l’Italia, Boem ha appena lanciato due nuove referenze: una al gusto mango e l’altra al pompelmo rosa che, insieme allo zenzero, già presente sul mercato, offrono una gamma sugar free, vegana, gluten free e con il 4,5% di alcol. Attualmente la linea già esistente allo zenzero viene venduta al 50% tra grande distribuzione e Horeca. Nel 2023 “siamo partiti prevalentemente con l’Horeca, dove continueremo a focalizzarci, per testare il prodotto in modo più controllato, ma oggi siamo anche presenti in tutte le principali insegne della Gdo”, conclude Tribuzio.
